Una voce lontana

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Kasama Tsuneo è un giovane vicefunzionario della Sicurezza giapponese, e lavora nel Reparto Immigrazione. In sei anni di lavoro non ha mai usato la pistola, e sempre più spesso si sorprende a solidarizzare con gli immigrati clandestini ai quali dà la caccia. La vita privata di Tsuneo è solitaria e regolata da ritmi costanti, che sembrano immutabili, ma in realtà il ragazzo nasconde un passato macchiato da una tragedia avvenuta otto anni prima, mentre si trovava negli Usa, a Portland: una tragedia della quale non parla mai con nessuno. Oddio, non è che di altre cose invece Tsuneo parli molto: persino la fidanzata gliel’ha trovata il suo principale, il severo dottor Saito. Si tratta di una giovane impiegata di nome Shibata Yoshie, sempre sospesa tra riservatezza e volgarità, che ha accettato di buon grado il matrimonio combinato con il promettente ufficiale governativo. Proprio nel bel mezzo dei preparativi per questo matrimonio, a Tsuneo accade un fatto incredibile che sconvolge del tutto la sua calma piatta quotidiana. Durante un’operazione di sgombero di un gruppo di pakistani, Tsuneo è costretto a rincorrere un fuggiasco in un cimitero. Ad un tratto, una insopportabile sensazione di estasi fisica lo travolge, e il giovane poliziotto si accascia a terra eiaculando. Nei giorni seguenti, una voce femminile inizia a parlargli nella testa: di chi si tratta? Di una telepata? Di un fantasma? Del dolore del passato che ritorna? O piuttosto del sintomo di una psicosi incipiente?
Taichi Yamada è un veterano della fiction giapponese (è nato nel 1934), nelle sue declinazioni televisive, cinematografiche e letterarie. In questo romanzo del 1989 finalmente pubblicato anche in Italia, Yamada usa l’acquarello per dipingere una vicenda sospesa tra ghost-story e romanzo di formazione sentimentale. Noir o metafora? Si rimane nel dubbio fino all’ultimo, stregati dal non-stile di Yamada, dimesso come solo quello che si trova in certi romanzi provenienti dal Sol Levante sa essere, eppure bizzarramente fascinoso (senza un motivo apparente). Intanto, strada facendo, il grigio uomo qualunque Kasama Tsuneo cerca il suo riscatto esplorando i bui meandri della sua coscienza. E la nostra coscienza, si sa, è uno di quei posti che le agenzie di turismo sconsigliano di frequentare la notte.

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