Un'inquietante simmetria

Un’inquietante simmetria
Elpeth Noblin è una collezionista. Compra e vende di libri antichi, è una donna eccentrica con fascino e personalità da vendere. Vive a Londra in un grande appartamento luminoso che dà sullo splendido cimitero vittoriano di Highgate; ha un amante, Robert, più giovane e devoto. È per Elpeth che Robert ha affittato l’appartamento sotto il suo, è per lei se si è trasferito. Ma ora che Elpeth sta morendo a quarantaquattro anni di cancro Robert non sa più come vivere. Solo dalla scoperta della malattia la donna ha ripreso contatto con la gemella che vive negli Stati Uniti, un contatto epistolare rimasto nascosto a tutti, persino a Robert. Elpeth lascia in eredità alle nipoti ventenni Valentina e Julia, anch'esse gemelle, l’appartamento e al giovane compagno i suoi diari, i loro ricordi. L’unica condizione che impone alle ragazze prima di poter vendere l’appartamento è di doverci abitare insieme almeno per un anno, anno nel quale i loro genitori non dovranno neppure mettervi piede. Le insolite condizioni imposte dalla zia non sembrano però preoccupare le sorelle, che prendono al volo l’occasione per potersi rendere finalmente indipendenti dalla famiglia e iniziare una vita propria. Come tutti i gemelli vivono in simbiosi, Valentina è più introversa, silenziosa, è più delicata anche per ragioni di salute - è infatti affetta da una forte asma - e il fatto che abbia organi speculari alla gemella la rende ancora più fragile e bisognosa di attenzione. Julia è forte, sfrontata, decisa, con un prepotente senso di protezione verso la gemella che ama sopra tutto e tutti. È Julia quella che prende le decisioni, che dà il la alle giornate, che fa e disfa, ma è per Valentina e il suo benessere che diventata quella che è. Adesso sono sole, lontane dai genitori, alle prese con un appartamento ingombro di libri, in un palazzo abitato da strani personaggi e in cui è ancora fortissima la presenza della zia. Elpeth è morta, ma il suo fantasma è una presenza concreta e reale che cambierà il destino di tutti loro…
Tra nevrosi e ossessioni, dipendenze e libertà, Audrey Niffenenger affronta tutte le sfumature del sentimento ‘che tutto move’: l’amore. E lo fa con la competenza che le è propria e con una prosa che mai stanca, con personaggi che sembra di conoscere da anni e dialoghi che appassionano. Lo fa con grazia, muovendosi attraverso una trama che regge anche quando a tesserla è un fantasma, quando la credibilità di un romanzo drammatico in pieno stile si trasforma pian piano in una ghost-story, quando passa da una solida verosimiglianza ad uno sfumato possibilismo. Gotica l’ambientazione, inquietanti i personaggi inchiodati dalle singole manie e dalle paure radicate in ognuno di loro, gotica l’aria che si respira per le 441 pagine che scorrono leggere, facendo dimenticare il tempo che passa. Il tempo rimane anche in questo romanzo un tema caro all’autrice americana già autrice de La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, un romanzo che ha appassionato trentamila lettori solo nel nostro paese, portato sul grande schermo con minor successo in Italia forse anche per la pessima traduzione del titolo. Un’inquietante simmetria convince, incuriosisce, fa riflettere e sognare, ma soprattutto offre un altro ‘inquietante e simmetrico’ punto di vista sulla realtà.

 

 

 

 
 
 
 
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