Uno scrittore in guerra 1941-1945

Uno scrittore in guerra 1941-1945

In Russia il terrore sembra toccare l’apice quando Stalin nell’estate del 1939 suggella il Patto di non aggressione con Hitler. Grossman riesce a trascorrere l’estate insieme alla moglie e ai due figli adottivi sul Mar Nero, in un sanatorio dell’Unione degli scrittori. Nel maggio 1941, alla vigilia dell’invasione dell'Unione Sovietica da parte della Wehrmacht, si offre immediatamente volontario, ma, malgrado abbia solo trentacinque anni, non è in alcun modo idoneo alla guerra. Tuttavia è inviato al fronte dal generale David Ortenberg, che gli affianca compagni più giovani ed esperti. All’inizio il romanziere occhialuto scherza sul suo aspetto poco marziale e sulla mancanza di addestramento, ma di lì a breve - con grande meraviglia di tutti - smaltisce un bel po’ di chili, si irrobustisce e combatte, riuscendo addirittura a battere i suoi commilitoni al poligono di tiro…

Comparso nel 2005, questo reportage tratto dai taccuini dello scrittore Vasilij Grossman tratteggia in modo molto personale le vicende militari del secondo conflitto mondiale dal fronte russo fra il 1941 e il 1945. Grazie all’opera sapiente di tessitura letteraria dei curatori Antony Beevor e Luba Vinogradera è possibile saggiarne tutta la capacità descrittiva, fra cambi di ritmo repentini e situazioni estreme, consistenti non solo nell’efferatezza del conflitto ma anche nella paradossalità del loro stesso sviluppo (curiose per esempio certe pagine sulle debolezze psicologiche dei tedeschi). Ma il suo autentico valore alberga nel cono di luce su fatti e personaggi del fronte orientale, a controbilanciare la sovrabbondanza dell’attenzione generalmente prestata alle gesta statunitensi, quasi a suggerire alla cinematografia e alla fiction una prodizione modernamente rivisitata dei fatti dell’Europa Orientale.



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