Uno splendido inganno

Uno splendido inganno
Guido Moretti è un vedovo placido e stanco di sessant’anni. Lavora in un benzinaio un po’ fuori dal centro di Novazzano, in Canton Ticino. Si occupa della contabilità, ma ogni tanto gli piace stare alle pompe di benzina a osservare le vite che gli passano sotto il naso. Dopo una rapina al benzinaio però qualcosa si spezza e spinto dalle ristrettezze economiche dei suoi datori di lavoro Guido decide di dare le dimissioni e cambiare vita: si trasferisce a Zurigo, dove vive sua figlia maggiore Susanna insieme alla sua famiglia. Sarà proprio grazie a loro che l'uomo conoscerà Vanessa Ponti, o Karin (come invece si fa chiamare quando entra nei panni di una truffatrice doc). Il povero Guido si trova, infatti, vittima di un inganno architettato dalla donna, la quale però ben presto si innamora di lui. La storia tra i due va avanti, tanto che Vanessa entra in famiglia e conosce sia Susanna, insieme al marito Peter, sia la figlia minore Angela. Un qualcosa le è rimasto da fare, però: si tratta di una truffa di un certo livello, la truffa che sta organizzando da una vita e che, molto probabilmente, le permetterà di smettere una volta per tutte con questo mestiere. La donna riesce a portare a termine il suo piano e a guadagnare una bella somma di denaro ma per farlo ha bisogno di raccontare a Guido un gran numero di bugie. Guido, nonostante il forte sentimento che lo lega a Vanessa, non può sopportare di essere stato ingannato ancora una volta dalla donna che ama. Grazie a questa vicenda, inoltre, capisce di essersi fatto sopraffare dalla voglia di cambiare tutto: la propria vita e persino se stesso. Per questo, una volta svelato l’intricato inganno, decide di tornare ai suoi affetti di prima, riconoscendo nella semplicità della sua vita passata il fulcro della felicità: «Non ho bisogno di altro, vedi, non ho mai cercato altro»...
La narrazione scorre con estrema facilità e questo è senz’altro il punto di forza più evidente del romanzo. Non è l’unico però, perché assai di rado si riesce a leggere tutto d’un fiato un noir, sempre che di noir si possa parlare, nel quale non ci sono omicidi ma solamente truffe, da poco o molto elaborate. L’inganno è quindi il vero protagonista del nuovo romanzo di Andrea Fazioli, prolifico e giovane autore della Svizzera italiana. L’inganno come fonte di reddito, ma questa è la sua faccia meno affascinante, l’inganno anche come parte integrante di noi stessi e della vita. È ingannevole la voglia di libertà che spinge Guido a trasferirsi, lo è la società nella quale si trova immerso, sia a Novazzano che a Zurigo, e in qualche modo è ingannevole anche l’amore, che ci acceca e ci stordisce senza pietà, rendendoci vulnerabili e ingenui. Alla leggerezza della scrittura e al fascino del tema devo però anche affiancare la leggerezza del tono e dei personaggi, talvolta troppo bidimensionali e poco credibili. Ma che dire? A volte non bisogna per forza arrovellarci il cervello in mille congetture per esprimere un concetto tanto complesso quanto affascinante.

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