Uomini che restano

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Milano. Erano anni che Fosca non organizzava una festa di compleanno per Lorenzo e per questo non ha badato a spese: si è affidata al catering per la cena e ha invitato gli amici, quelli più cari. Manca solo suo marito, il festeggiato, che ovviamente è all’oscuro di tutto. Fosca è soddisfatta e felice della sua idea: una festa a sorpresa per i quarant’anni di Lorenzo è quello che ci vuole dopo un lungo periodo dedicato alla ricerca di un figlio e ai vari traslochi. Finalmente suo marito arriva: Fosca intanto ha abbassato le luci e chiesto agli amici di fare silenzio. L’uomo entra in casa, ma è diverso, è stranito, stanco e le chiede di parlare, subito. Fosca non fa in tempo a fermarlo prima che pronunci quelle parole, che cambieranno per sempre le loro vite: “Fosca, io non ti amo più”. La donna lo supplica di smettere, è ubriaco, si sente, ma lui continua. “Fosca, io sono innamorato di un uomo”… Genova. Fosca si rifugia nella sua città natale, a casa dei genitori che sono via per una vacanza. Non poteva restare a Milano, doveva cambiare aria. Quella casa ha una meravigliosa peculiarità: il tetto, che regala una vista spettacolare. Ci sale subito Fosca, ha bisogno di aria, quella famigliare, quella pulita. Non si aspetta di incontrare proprio sul tetto una giovane donna, molto carina, sembra avere la sua età. Si chiama Valeria e abita in un appartamento dello stabile. Fosca sente subito di potersi fidare di lei, di poter raccontare il suo dramma e sfogare così tutta la sua frustrazione. Quello che la donna non sa, è che Valeria sta vivendo un doppio dolore, quello dell’abbandono e quello della malattia…

Esistono uomini che fuggono, che non ce la fanno o semplicemente che vivono una realtà interiore differente. Esistono uomini che rimangono, quelli che amano a prescindere, quelli che non mollano mai. In Uomini che restano Sara Rattaro racconta le emozioni degli uomini, quelle dell’animo più torbido che lambiscono Sergio, quelle dello spirito tormentato che travolgono Lorenzo, quelle dell’amore coraggioso che colpiscono Fabrizio e non ultime quelle della rassegnazione che trafiggono Ale. Attraverso gli occhi di Fosca e Valeria, due donne completamente differenti, la Rattaro, con il suo stile inconfondibile, narra in maniera fluida e lineare, di omosessualità, abbandono, inganni, tradimenti e del desiderio di vendetta. Racconta di una umanità, quella vera, che dopo il dolore arriva all’accettazione e alla rinascita, conquiste necessarie per accompagnare la risalita, che se pur dolorosa, permette di tornare a vivere, nonostante tutto e nonostante tutti. In Uomini che restano la Rattaro affronta, in maniera sottile, un altro tema a lei caro: il rapporto genitori-figli. Racconta del rapporto di amore e omissioni tra Lorenzo e i suoi genitori, del legame pulito tra Fosca e sua madre e di celata chiusura tra la donna e suo padre. Proprio come in Niente è come te (libro vincitore del Premio Bancarella 2015), l’abbandono e il dolore sono destinati a soccombere all’amore famigliare e ai sentimenti di chi resta. Il romanzo, come da consuetudine della scrittrice ligure, è impreziosito da frasi e pensieri scritti in corsivo, che meglio descrivono i sentimenti più intimi dei personaggi già di per sé ben delineati.



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