Uomo e donna

Uomo e donna
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Un mattino d’estate due ragazze piangono abbracciate nella cabina di una nave passeggeri in partenza da Gravesend e diretta a Bombay. Hanno entrambe diciotto anni e non si sono mai separate. Si chiamano Blanche e Anne: entrambe figlie di genitori poveri sono rimaste come insegnanti nella stessa scuola. I genitori di Blanche sono persone rispettabili e desiderano il meglio per la loro figlia, quelli di Anne, al contrario, si dimostrano sempre più senza cuore e ben disposti ad utilizzare la bellezza della loro figlia per arricchirsi facendola magari sposare con un uomo abbiente. Blanche lascia casa e tutti i suoi affetti per andare a lavorare come istitutrice presso una ricca famiglia a Bombay. Anne sogna invece di riuscire a trasferirsi a Milano e realizzare il suo grande sogno: diventare una cantante lirica affermata e applaudita. Le due ragazze sono estremamente diverse per temperamento e modi di affrontare la vita: più timida Blanche più coraggiosa e forte Anne. Ventiquattro anni dopo, nell’estate del 1855, Anne Silvester è accolta come istitutrice presso o la famiglia di Lady Lundie, amica d’infanzia della sua sfortunata madre, e diviene inseparabile dalla figlia di lei, Blanche. Nelle due figlie sembra rivivere la gioventù delle due madri. Anne è sedotta dall’aitante Geoffrey Delamayn considerato da tutti un idolo ma privo di scrupoli. La reputazione della giovane donna è compromessa ed è costretta a progettare un matrimonio segreto in Scozia. Dopo una serie di peripezie, i due giovani riusciranno a convolare a nozze ma per Anne sarà la più terribile delle punizioni visto che Geoffrey non la ama ed è solo interessato al denaro…

Wilkie Collins è stato un celebre scrittore inglese vissuto nell’Ottocento amico e collaboratore di Charles Dickens. La sua produzione letteraria è molto interessante e corposa ed è famoso soprattutto per i suoi romanzi “gialli” che per quell’epoca sono stati tra i primi di questo filone narrativo poi divenuto così fecondo. Uomo e donna, non uno dei suoi lavori più celebri, è stato nuovamente e magistralmente tradotto da Alessandra Tubertini per Fazi editore. La lettura di questo romanzo corposo e complesso non è semplice e nemmeno immediata. Siamo davanti al più classico dei romanzi in stile ottocentesco. Il linguaggio è dunque reso sicuramente più accessibile nella nuova traduzione ma presenta sempre una struttura diversa da quella con cui abitualmente abbiamo a che fare. Il plot è complesso e denso di colpi di scena. La lettura, che inizialmente appare non immediata, scorre rapida e la storia ci coinvolge a tal punto da immergerci in pieno clima ottocentesco. Wilkie Collins si presenta non solo come grande maestro di detective stories ma anche come attento osservatore delle ingiustizie sociali, e accusatore delle leggi sul matrimonio in vigore nel periodo Vittoriano. La donna, secondo lo scrittore inglese, non gode degli stessi diritti dell’uomo e lui si fa portavoce del malessere di una buona parte della società del tempo scardinando la tradizione e ponendo le basi per una riflessione più articolata sull’istituzione del matrimonio e sui diritti e doveri dei due coniugi. Una lettura gradevole e interessante che ci fa tornare a due secoli fa e che ci fa riflettere su come, a tantissimi anni di distanza, la situazione per le donne non sia ancora definitivamente migliorata e che ancora oggi, quotidianamente, ci si debba battere per i nostri diritti senza mai abbassare la guardia.



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