Vado in Giappone sulla via del bonsai

Vado in Giappone sulla via del bonsai
Per diventare il più giovane maestro bonsai del mondo, Marco passa quattro anni in Giappone a studiare dal Maestro Oyakata. Parte da Milano, ispirato da Karate kid 3 e forse annebbiato da chili di mandarini, alla ricerca del bonsai che non c'è. La sua vita nel paese del Sol Levante non è semplicissima, e si fa sempre più complicata con il passare del tempo: dal Maestro Oyakata non viene pagato tantissimo e volendosi spesare del tutto da solo, il giovane Invernizzi deve ingegnarsi in mille modi per poter sbarcare il lunario: da Marco Polo a Romeo. Gli amici israeliani, Tammy l'australiana e l'unico giappo di cui è diventato amico, Tayo (che se solo l'Invernizzi fosse stato romano chissà quante risate ci avrebbe fatto fare) lo aiutano a sopravvivere a resistere nell'ostile terra nipponica. Lui ci racconta della sua vita da discepolo e del suo rapporto con Oyakata: pulire il giardino in ginocchio con le pinzette cambiando spesso posizione per evitare di lasciare impronte sul prato non ha contribuito affatto alla sua trasformazione in giapponese d.o.c. come forse un perfetto discepolo avrebbe dovuto fare. I passi fondamentali della seconda parte del libro si concentrano sul suo amore per l'aspetto naturalistico del Giappone, la scalata del monte Fuji e, infine, la rottura con il maestro Oyakata. Da ora in poi Marco Invernizzi dovrà affrontare i bonsai da solo...
Vado in Giappone sulla via del bonsai è una sorta di autobiografia parziale con continui suggerimenti da guida turistica, agenzia di viaggi o sito web, dipende dall'occasione. È pieno di dritte su ristoranti, trattorie, negozi manga e CD usati, per non parlare degli hyakuyenshop, i posti dove si trova tutto a cento yen. Ci fa chiaramente capire che non è il caso di andare a vivere in Giappone. Perché se è forse ancora, per certi versi, la terra delle opportunità è più quello che perdi rispetto a quello che trovi se non ti porti almeno un pezzo del nostro mondo con te. Invernizzi non è prodigo di lodi verso i giapponesi, né per come hanno svenduto la loro cultura, né per come sono ancora stritolati in tradizioni assurde dovute a una chiusura e una rigidità pressoché totali. Un esempio? Sembra che la maggior parte dei giapponesi non sia in grado di leggere un quotidiano dall'inizio alla fine. L'autore a tratti si improvvisa 'simpatico umorista' con risultati in verità poco apprezzabili, e questo non facilita la lettura. Questo libro è indicato per chi non è alla ricerca un vero e proprio manuale sul bonsai, ma è anche interessato a notizie di vario genere sul Giappone attraverso l'esperienza di chi in Giappone per ha vissuto quattro anni.

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