Van Gogh come non lo hai mai visto

Van Gogh come non lo hai mai visto

Vincent è un bambino venuto al mondo sotto una strana stella. Il giorno della sua nascita è casualmente la ricorrenza di un infausto evento nella sua famiglia: il 30 marzo di esattamente un anno prima, 1852, nasceva morto il fratello che portava il suo stesso nome. Taciturno e schivo, il Van Gogh ragazzo muove i primi passi nell’arte come impiegato nella galleria di suo zio. Ma il paesaggista che lavora alla struttura pittorica canonica e alla mercé dei gusti del pubblico medio è destinato a svanire presto e a mutarsi nel doloroso osservatore dall’occhio e dalle pennellate dense e fulminanti. Una spugna che assorbe la sofferenza del mondo delle grandi e delle piccole cose intorno a lui: quello che è destinato a diventare il pittore più famoso d’Olanda passa di sanatorio in sanatorio e si placa nella natura che sola, raramente, lenisce le sue ansie, amplificando l’eco della bellezza che risuona nell’animo d’artista, ansie che sappiamo avranno però presto il sopravvento…

Vincent Van Gogh è uno degli artisti maggiormente conosciuti e forse più trasversalmente amati del secondo Ottocento. La sua storia di vita, le disavventure sono ben note agli appassionati e quasi leggenda per alcuni, gli adolescenti che ne abbracciano il temperamento e ne difendono la purezza e verità dello spirito. Neanche la “scolarizzazione” della sua figura e della sua arte ha potuto nulla, l’aura di interesse non si è affievolita. Lo sanno bene gli ideatori di questa biografia illustrata, che non puntano tanto sul racconto dei dettagli inediti sulla vita dell’artista, ma, già dal titolo, sponsorizzano simpaticamente il volume (e il progetto) parlando di un Van Gogh come non lo si è mai visto. E infatti la visone delle illustrazioni di Sława Harasymowicz a virare drasticamente dall’atmosfera informativa verso la suggestione. Un lavoro per immagini che entra ed esce dalle opere originali; schizzi di ambientazioni, volti a carboncino, piccoli finti post-it appiccicati sulla pagina e scritti con i caratteri della battitura a macchina fanno di questo piccolo memorandum una piacevole variante a metà strada tra il libro istruttivo per ragazzi e un libro d’arte in sé.

 


 

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