Varney il vampiro - L'inafferrabile

Varney il vampiro 2
Dalla spaventosa notte in cui Varney il vampiro si è introdotto nella camera dal letto della bella Flora turbandone la virginale innocenza con la sua sete di sangue, la sciagura si è abbattuta sui Bannerworth. Costretti a lasciare la propria dimora, attendono notizie di Charles, il fidanzato della fanciulla, scomparso nel nulla. Non sanno che è stato Varney, per perseguire i suoi piani, a incatenarlo in un’angusta cella, salvo poi decidere di liberarlo nonostante il parere contrario del suo complice, umano ma infinitamente più perfido. Graziato dal gesto di impulsiva generosità del non morto, Charles riesce a fare ritorno alla sua amata. Ma la gioia di riabbracciarsi è offuscata da nuove complicazioni. La gente del luogo è in tumulto, piena di rancore verso il vampiro e verso chiunque sia sfiorato dal sospetto di esserne stato contagiato. Non pago di aver incendiato la residenza di Varney, il popolino decide di dare alle fiamme anche quella della parte offesa, cioè i Bannerworth. È a Villa Bannerworth che tutto è cominciato, quindi lì deve celarsi il mistero che ha attratto in quei luoghi il succhiasangue. La pensa allo stesso modo anche il dottor Chillingworth, medico dei Bannerworth, che si è nascosto nella loro casa in cerca di indizi che possano sciogliere l’enigma. Qualunque cosa si aspettasse di scoprire, di certo non immaginava di incontrarvi il famigerato boia di Londra da cui in gioventù si riforniva di cadaveri per i suoi studi di anatomia. Sopraggiunge anche Varney, attirato in quelle buie stanze dal segreto che lui solo conosce, e nell’inatteso faccia a faccia lo scettico dottore non può che lasciar cadere i propri dubbi sulla sua natura soprannaturale. L’uomo che ora si fa chiamare Sir Francis Varney non è altri che l’impiccato il cui corpo gli era stato procurato molti anni prima dal boia e che con i suoi esperimenti di rianimazione galvanica era riuscito a resuscitare...
Siamo al secondo capitolo della monumentale saga di Varney, imprescindibile caposaldo della letteratura vampiresca che mescola svariati elementi, passando dalla paura all’avventura con tocchi di humour e reminiscenze di cronaca nera. L’esigenza degli studiosi di medicina di sezionare defunti freschi di dipartita ricorda infatti i delitti di William Burke e William Hare, che tra il 1827 e il 1828 non si fecero scrupolo di ammazzare un bel po’ di malcapitati per rivenderli a un seguace di Esculapio dal bisturi infaticabile: un fattaccio truculento di cui si riconoscono le tracce nel racconto di Robert Louis Stevenson “Il ladro di cadaveri”. Quanto al galvanismo e alla sfida della scienza di riportare in vita i trapassati, come non pensare a Mary Shelley e al suo Frankenstein? Ne L’inafferrabile, come nel precedente Il banchetto di sangue si procede per accumulo di sensazioni forti, dilatando il climax della tensione secondo le regole del feuilletton e del marketing editoriale dell’epoca, che propinava orrori in crescendo per mantenere costanti le vendite settimanali dei romanzi a puntate. Cinico ma gentiluomo, vittima lui stesso della propria condizione, Varney è via via sempre meno mostruoso di quando ha fatto la sua prima apparizione alla povera Flora. Tant’è che quando la folla inferocita lo insegue, corre a rifugiarsi proprio dalla sua perseguitata supplicandola di salvarlo. Lei lo fa in accordo con i fratelli, dimostrando una nobiltà d’animo encomiabile verso chi le ha sconvolto l’esistenza. La vera parte del mostro di belluina e inscusabile ferocia tocca invece alla plebe. A più riprese nel corso della narrazione vengono lanciati strali contro la marmaglia selvaggia e anarchica infiammata dal desiderio di rivolta e saccheggio, che si getta indistintamente contro il vampiro, contro le presunte vittime del vampiro, contro qualunque cosa possa catalizzare i più bassi istinti distruttori, con un irrazionale vandalismo di gruppo che sa di Black Bloc o di ultras del calcio. Varney si prende comunque la sua rivincita. Lascia all’improvviso i suoi benefattori con un laconico biglietto d’addio e svanisce nel nulla. Ma poco dopo, in una vicina cittadina mercantile compare in pompa magna il sedicente  e ricchissimo barone Stolmuyer di Salisburgo e non occorrono grandi sforzi d’immaginazione per capirne la vera identità. I conti di Varney col passato non sono comunque ancora chiusi e il perchè si saprà nel terzo e ultimo volume di questa straordinaria saga. Proprio come si conviene alla suspense accuratamente centellinata dei penny dreadful.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER