Vaticano S.p.A.

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Quando negli anni Cinquanta per i corridoi della Santa Sede comincia ad aggirarsi un giovane sacerdote americano, nessuno può immaginare che Paul Casimir Marcinkus sia in realtà un predestinato, raccomandato affettuosamente niente di meno che da Francis Spellman, cardinale di New York. Così a soli trent'anni Marcinkus ha già una scrivania presso la segreteria di Stato. Da lì in poi l'ascesa professionale è vertiginosa, sopratutto grazie all'incontro con Giovanni Battista Montini, segretario e factotum dell'allora papa Pio XII. Tra i due nascerà presto, nonostante le divergenze caratteriali e l'iniziale avversione,  un sodalizio di ferro. Anche grazie ad un insolito incidente. Nel 1963 Giovanni Battista Montini viene eletto papa – Paolo VI – e un anno dopo, durante una visita nel centro di Roma, accerchiato dalla folla in delirio, rischia quasi di essere schiacciato. Al suo fianco c'è l'imponente Marcinkus che lo salva letteralmente, meritandosi giorni dopo il ruolo di responsabile della sicurezza del papa nei viaggi all'estero. L'ascesi dell'americano diviene fulminea e inarrestabile. Nel 1971 diviene vescovo e sopratutto segretario della banca vaticana (lo IOR, l'istituo per le opere di religione) e subito lancia la sua celebre frase che è tutto un programma: “Non si può dirigere la Chiesa con le Avemaria”. Ma la situazione fiscale della Santa Sede, dopo anni di privilegi garantiti da Mussolini, è drammatica. Il governo italiano ha infatti deciso di introdurre la tassazione sui dividendi del Vaticano. Paolo VI non si scompone. Aggira immediatamente l'ostacolo affidando il trasferimento all'estero dei capitali a due figure di assoluta garanzia: il laico, affabile, siciliano - con grossi agganci negli USA - Michele Sindona, e il sacerdote, anch'egli amico degli Usa e intenditore di finanza, Paul Marcinkus. Ai due si aggiungerà presto il banchiere Roberto Calvi, che ovviamente convoglierà nella sua banca, l'Ambrosiano, debiti e partecipazioni delle società vaticane. Sembra un sodalizio inarrestabile e gli affari tra USA, Vaticano e Italia vanno a gonfie vele. Le alchimie finanziarie non si contano e il giro di miliardi di lire è impressionante. Sindona usa sapientemente le finanziarie compartecipate dal Vaticano e i conti della Santa Sede presso la Banca Privata Italiana, per trasferire i soldi della mafia. Ma il castello di sabbia verso metà degli anni '70 inizia pericolosamente a scricchiolare. Le protezioni americane, dopo il Watergate, iniziano a scemare e in Italia il governo è così debole che la DC esce sconfitta alle amministrative del 1975. Siamo vicini al crac di Sindona che porterà il sistema a implodere su se stesso. E' l'alba dunque di una nuova era per le spregiudicate acrobazie finanziarie della Santa Sede? Nemmeno per sogno...
Gianluigi Nuzzi, inviato di Panorama e già giornalista per il Corsera e Il Giornale, da quasi quindici anni segue oramai indefessamente le più importanti inchieste giudiziarie italiane. Nel 2008 per la prima volta ha accesso all'archivio segreto di monsignor Dardozzi, partorendo di fatti la genesi del suo sorprendente (?!) Vaticano S.p.A., edito dagli specialisti dell'editoria d'inchiesta, Chiarelettere. Un'allucinante visita guidata tra i segreti più reconditi delle stanze della Santa Sede, documentata con minuzia maniacale e tanto di fotografie originali. Una viaggio di più di mezzo secolo tra gli inferni finanziari dei paradisi vaticani, indissolubilmente intrecciati, grazie allo IOR, la sua banca offshore al centro di Roma, a politica, mafia e persino massoneria. Da Paolo VI a Benedetto XVI, passando per il mistero dei trentatrè giorni di pontificato di Papa Luciani - uomo di altissimo rigore morale, intenzionato a far pulizia allo IOR - ma inspiegabilmente trovato morto nel suo letto la sera del 28 settembre del '78. Un libro che apre uno squarcio nel buco nero più omertoso e secretato d'Italia, quello delle casse vaticane. Un documento unico, per nulla anticlericale - semmai la Chiesa dovrebbe adottarlo come libro di testo nelle scuole, per affrancarsi da un certo modo di fare politica e finanza -, capace finalmente di fare chiarezza su un mondo dove in fondo il motto del “quando il soldin cade nella cassetta, l'anima sale in cielo benedetta" pare non essere mai troppo passato di moda.


 

 

 
 
 
 
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