Vecchie noiose

Vecchie noiose

Maria Gioconda o Gioconda Maria a sessant’anni, dopo che ha seppellito la madre e subito dopo il padre, appena andata in pensione decide di trasformare la sua vita. Si trasferisce in un piccolo paese di nome Pandora dove non si può cambiare vita ma solo terminarla. Appena arrivata, con la grande aspettativa di trovare il grande amore e di cominciare finalmente a vivere, si rende conto che è un paese abitato solo da vecchi anzi da vecchie e che lei è la più giovane di tutti, quasi una bambina a confronto. Sono vecchie signore insopportabili che vivono sole e spesso sono la disperazione dei vicini di casa per via dei loro caratteri irascibili e prepotenti. Conosce Ruby che ha un figlio, Carlo-Igino, con poco carattere che lei non stima e la di lui famiglia che la sopportano tutte le domeniche a pranzo nella speranza di ereditare qualcosa. Adelina che ormai è sorda come una campana ed è la disperazione dei vicini poiché tiene il televisore acceso tutto il giorno a volume improponibile, Tecla che esce tutte le mattine con la sua macchina e alle nove la sua giornata è già finita. Maria Gioconda decide di festeggiare con tutti loro il suo compleanno. Invita i suoi vicini, uomini con le stampelle, donne in sedia a rotelle, altre con permanenti ai colori di lavanda, funghi, lumache e foglie autunnali. L’unico uomo interessante e che sembra essersi mantenuto bene nonostante i suoi novant’anni è Ivan Spinocchio, sposato tre volte ma al momento single di ritorno. Maria Gioconda è una donna un po’ ridicola ma facile da sedurre perché come dice Ivan, soprannominato lo sciacallo, “a quell’età le donne sono perse in conflitti irrisori, appassite e aspettano l’ultima illusione”. Ognuno di questi vecchi potrebbe vivere ancora per anni e allora si sono attrezzati per passare in modo decente il loro tempo. Si incontrano a turno nelle loro case per parlar male dei loro figli assenti, dei mariti defunti, giocare a scarabeo e bere come spugne…

L’autrice, dopo tre anni dall’ultimo libro I bambini beneducati edito sempre da Marsilio, torna in libreria con un romanzo molto divertente, Vecchie noiose, in cui ci mostra la ferocia della vecchiaia ma con tanta acutezza da farci dimenticare che la terza o la quarta età fanno schifo. Le vecchie del titolo non sono affatto noiose anzi, sono talmente acute e intelligenti da far sembrare divertente anche la perdita dell’udito, le cataratte, le vene varicose e le dentiere. Sono tutte arrabbiate e quando capiscono che la terra sta per disintegrarsi ne sono quasi sollevate. Sono tutte lì a ricordarci, come scrisse Ennio Flaiano, “Coraggio, il meglio è passato”.



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