Veleni letali

Veleni letali
In una Vienna oscura e silenziosa, dietro le alte mura di una casa imponente, vive la famiglia Quayle, composta da un giudice, una moglie malata e cinque figli (tre femmine, due maschi) uniti dal sangue ma divisi da vecchi rancori. Qualcuno, nella lugubre dimora visitata in passato dalla follia, ha tentato di uccidere il capofamiglia: non contento, è riuscito a far fuori altre due persone collegate al gruppo con una dose di arsenico finita nelle mani sbagliate. Ad indagare sui misteriosi decessi è il detective Patrick Rossiter, capace di stupirsi ancora come un bambino e, allo stesso tempo, di non perdere il lume della ragione in un ambiente tanto fosco: rimanendo sobrio, disincantato, in quelle stanze serrate in cui il veleno viaggia di bocca in bocca e dove, lungo i corridoi, si aggira una misteriosa mano di marmo...È un lunedì sera come tanti, a Stockford, Connecticut: i signori Chapman, lui sovrintendente scolastico, lei insegnante di storia, stanno cenando con un pasto frugale, perché entrambi sono attesi al ballo studentesco in qualità di promotori. Ma tra la cena e il ballo qualcosa s'inceppa: qualcosa di morbido, bianco e tremendamente avariato come la panna con cui sono state preparate le cipolle, che porta i coniugi a rotolarsi a terra in preda ad orribili convulsioni e spasmi, fino alla morte del signor Chapman. Fred C. Fellows, capo della polizia di Stockford, indagherà dunque sullo strano, mortifero incidente, occorso ad una coppia rispettabile e rispettata in tutta la comunità: perché, incredibile ma vero, sembra che sia stata la stricnina a mettere fuori combattimento il sovrintendente dall'esistenza limpida come un bicchier d'acqua...Ancora un'altra coppia, rispettabile e affiatata: quella formata dal signore e dalla signora Bracey, costruttore edile di un certo successo con moglie fedele al seguito, residenti a Marston, nel Buckinghamshire. Da qualche giorno la signora Bracey, però, a causa di banali disturbi gastrici, è confinata a letto: niente, comunque, che non si possa risolvere con l'intervento di un bravo medico. Eppure, dopo una giornata particolarmente complicata, sorvegliata dalle amorevoli attenzioni dell'infermiera, la signora Bracey muore tra atroci sofferenze. Colpa dei disturbi gastrici? Affatto: ad ucciderla è stata una dose letale di arsenico, trovata nella bottiglietta del mediciale. Una certezza, contro mille interrogativi: chi, tra il marito, il dottore, il ragazzo delle consegne, l'infermiera, può avere avuto il cuore tanto gonfio d'odio da accanirsi contro una povera malata?...
Inghilterra, America, Austria, comprese in un arco temporale che va dagli anni '30 ai Sessanta del secolo appena passato. Tre continenti per tre storie diverse, ambientazioni e personaggi dissimili che pure scavano nell'intimità di famiglie nascoste dietro il paravento della normalità, o della riservatezza. È questione vecchia, del resto: le famiglie felici si assomigliano, mentre quelle disfunzionali hanno molto da raccontare, quasi mai con un lieto fine appresso. In questo caso, però, i due romanzi (Piazza pulita, Veleno in famiglia) e il racconto lungo (Il barattolo sbagliato), raccolti nello speciale de Il Giallo Mondadori dal rivelatore titolo Veleni letali, hanno in comune lo stesso tragico epilogo: la morte di uno, due, perfino tre personaggi tramite il più subdolo, silenzioso, pestifero modo. Che si tratti di una coppia mondana impegnata in società o semplicemente nota a tutti, o di una grande, colta famiglia, il primo e vero veleno che si insinua dietro le porte chiuse degli affetti è quello del sospetto, mescolato fatalmente all'inganno: chi ama davvero, chi odia senza mostrarlo. I veleni che gli autori hanno voluto usare come antidoto alla serenità non sono tanto quelli classici che ogni buon giallista sa di poter sfruttare al meglio, quale metodo efficace, quasi sempre infallibile, che permette all'assasino di non essere presente sul luogo del misfatto costruendosi un alibi di tutto rispetto. John Dickson Carr (il cui romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1932), Hillary Waugh (considerato vero maestro del genere) e Anthony Berkley (punto di riferimento non solo come autore ma anche come recensore e saggista) hanno trasformato in materiale narrativo sostanze che già da tempo, non viste, avevano iniziato a corrodere il fondamento di legami e rapporti: in queste storie, infatti, sottotraccia, ad un livello tanto basso che si fa fatica ad accorgersene, c'è il paziente, insistente stridio dei velenosi tarli del rancore, della vendetta, tutti all'opera per logorare ogni traccia di fiducia. Questi Veleni letali non hanno dunque la classica, a tratti perfino rassicurante tinta gialla (associabile, in realtà, a cose che con il mistero non hanno niente a che fare: l'oro, la vita, il sole): a contraddistinguerli è piuttosto il grigio fumo, una pericolosa cortina di nebbia dietro la quale si cela, ad un passo dagli occhi, la verità. E ce n'è per tutti i gusti, in una raccolta costruita sul filo sottile della tensione: dalle atmosfere gotiche e bizzarre di Piazza pulita (1953), a quella tipica dei resoconti true crime di Veleno in famiglia (1966), dallo stile terso e sobrio, fino all'ingegnosa ambiguità de Il barattolo sbagliato (1940), che non sfigurerebbe al confronto con un film di Hitchcock. Ottimamente introdotti da Mauro Boncompagni, consulente editoriale Mondandori, I Veleni letali approdati in edicola saranno un'ottima via di fuga dalla realtà: un'evasione in territori affascinanti dove albergano misteri, delitti e tutte le nostre più arcaiche e inspiegabili paure. 

 

 

 

 
 
 
 
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