Veleno

Veleno
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L'arrivo di due gemelle getta nel panico e nello sconforto una donna che ama i viaggi, l'indipendenza, la mondanità e che ha subito malvolentieri la voglia di paternità del marito; una madre sospetta una storia incestuosa tra il marito e la loro figlia adolescente, ma non per questo cerca di impedirla, fino alla sorpresa finale; il rapporto tumultuoso e rancoroso tra una madre malata terminale di tumore e la figlia insofferente; una madre si mette in testa di essere la migliore amica della figlia teenager - letteralmente - e inizia a comportarsi, parlare e vestirsi come una quindicenne, suscitando l'orrore del marito; una giovane moglie ipocondriaca, fragilissima e soggetta a continue crisi di panico, proprio nello stesso periodo in cui rimane incinta trova uno scontrino sospetto nei pantaloni del marito, e inizia a sospettarne il tradimento; una bambina vive la sua prima esperienza lontana dalla madre in un esclusivo collegio di montagna; una ragazzina subisce l'assalto continuo di una madre psicopatica che la imbottisce di farmaci tentando una sorta di controllo chimico della sua vita; il terrore di avere una figlia 'maschiaccio' spinge una madre a imporle di rifarsi il seno e di assumere pose da pornostar, fino a che la ragazza trova lavoro come lottatrice di catch sexy nelle discoteche; una bambina reagisce con rabbia alla sua condizione di figlia adottata; una donna completamente schiava di un uomo assente e probabilmente traditore gli nasconde la sua gravidanza e poi, alla nascita della bimba, fantastica su come chiamarla, su come farla piacere al padre, su che vita la aspetta, fino ad una terribile decisione...
Disturbanti, tormentate, perverse e innocenti al tempo stesso: ecco le storie ferociatroci che Claire Castillon dedica al grande, antico tema del rapporto madre-figlia. A 30 anni la scrittrice francese è già al sesto libro, il primo di racconti, e sfoggia, oltre ad una conturbante/abbagliante bellezza, un talento letterario micidiale, la lucida capacità di mettere su carta con brevi, sferzanti pennellate dallo stile cangiante emozioni inconfessabili, dolori inenarrabili, piccole miserie deliziose raccontate senza un attimo di esitazione, senza nessuna pietà per se stessa e per i lettori: bella e bestia in un corpo solo. Il titolo originale (Insecte) oltre a citare uno dei momenti più azzeccati del libro, allude a zampette brulicanti, chele, pungiglioni, mantidi religiose, formiche, veleni, falene, a quella disumanità al tempo stesso fredda e bollente di istinti profondi che attribuiamo da sempre agli artropodi ma che non ci è poi così estranea come vorremmo far credere. Mai nominati e mai giudicati ("Voglio che i miei personaggi siano delle silhouette, delle figurine, delle ombre evanescenti. Ho evitato accuratamente anche ogni descrizione fisica", ha dichiarato l'autrice in una recente intervista), i personaggi di Veleno abitano, esplorano la frontiera della loro umanità, là dove la vita - tra gli scintillii dell'egoismo più adamantino e le nebbie della paranoia più opprimente - si fa più orrida ma forse anche più morbosamente affascinante. Non mancano i gioielli, tra i racconti dell'antologia (curiosamente ma non troppo dedicata dalla Castillon alla madre): Insetti è inquietante e dà la nausea, La mia migliore amica è geniale nella sua lucida follia, Si può rimediare mette addosso brividi che non vanno via per un bel po', ma il momento più alto è Una giacca a vento e degli stivali foderati di pelliccia, davvero un pugno allo stomaco. Che fa piangere. Di gratitudine, persino.

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