Veleno

Veleno
Daniela Spera, che ha un nome da romanzo ma è un personaggio vero, decide di tornare a Taranto dopo un lungo periodo di vita e di studi a Parigi. Torna per stare vicino alla madre, anche se in realtà prende una casa lontano dalla casa materna; forse torna per ritrovare gli amici, anche se il lavoro di farmacista in un grande centro commerciale le assorbe quasi tutto il tempo da dedicare alla vita sociale. Allora probabilmente torna perché sente che quello è il posto dove stare, la sua terra. Ma Daniela ci mette pochissimo a capire che la sua città è malata, intossicata dalle scorie e dai veleni prodotti dall’Ilva, una città nella città, un inquietante groviglio di ciminiere e fumi che fanno ammalare e morire uomini, donne e bambini. E sarà proprio una ragazzina, Tina – con l’ostinazione appassionata tipica dei bambini – a far nascere lentamente in Daniela il desiderio di interessarsi alle sorti della sua città e delle persone che la abitano. All’inizio quasi suo malgrado Daniela incontra persone nella cui vita l’Ilva ha lasciato o sta lasciando segni devastanti, malattie e morte. Sergio e Red Rex, insieme all’immancabile Tina la cui esse sibila a causa dell’asma, diventano degli angeli guida con cui intraprendere questo viaggio verso l’inferno, il cui scopo è quello di raccogliere informazione, costruire un dossier serio e documentato, da consegnare alla magistratura, e che dimostri scientificamente la relazione fra l’inquinamento causato dall’industria siderurgica e l’incidenza di tumori e altre malattia letali negli abitanti…
Cristina Zagaria scrive un romanzo civile che, pur con un linguaggio ispiratissimo e rigorosamente letterario, diventa un vero e proprio documentario narrativo, dunque un oggetto “altro” rispetto al romanzo tradizionale ma anche rispetto alla rigorosa freddezza del reportage. L’autrice è riuscita con grande sapienza a tenere insieme una materia estremamente complessa e lo ha fatto affidandosi a personaggi potenti, seppure indeboliti dalla paura e dalla malattia, ma proprio per questo veri e credibili. Daniela Spera esiste e tutti i giorni, da anni, conduce la sua battaglia. Il romanzo di Cristina Zagaria ci permette di conoscere meglio il suo impegno, di scoprirne la contagiosa empatia, l’impulso ad agire quando diventa chiarissimo che qualcosa di estremamente ingiusto sta accadendo attorno a noi. Per chi vive lontano da Taranto, per chi ha dedicato al problema Ilva solo in tempo distratto di un servizio al telegiornale, Veleno è uno strumento prezioso per andare davvero a fondo della questione e farlo attraverso lo sguardo diretto dei protagonisti. Il libro è la storia di una giovane donna che, senza alcuna protezione né copertura istituzionale, si lancia contro una azienda potentissima (da molti Daniela Spera è stata paragonata a Erin Brockovich) ma Cristina Zagaria arricchisce la storia fornendo al lettore dati e informazioni preziose. In calce al romanzo, infatti, si trova Il diario degli avvenimenti, ovvero la ricostruzione della vicenda tarantina dagli anni Sessanta – quando l’Ilva si chiamava ancora Italsider – agli anni Novanta, quando gli stabilimenti vengono acquistati da Emilio Riva, fino alle recentissime vicende di questi ultimi mesi, a dimostrazione che la vicenda è ancora lontanissima da una soluzione. Ragione ulteriore, questa, per leggere un libro scritto e raccontato con l’urgenza che merita un tema che ogni cittadino responsabile ha il dovere di conoscere e approfondire.

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