Venere in soffitta

Venere in soffitta
Il piccolo paese della bassa padana è simile a ogni altro paese della provincia italiana, se non fosse per Palazzo Salastra che – “come un peccato di superbia” – si erge nel piattume della pianura. Ormai, alla fine della Seconda Guerra mondiale, il Palazzone è solo un vuoto memento dei fasti trascorsi. I nobili rampolli sono fuggiti in Svizzera, rastrellando quel che i tedeschi avevano fortunosamente risparmiato dei tesori del passato. A rimanere è soltanto l’ottantenne contessa Alessandra, una donna forte che non ha avuto paura né dei tedeschi né del Duce. Ad occuparsi di lei e della immensa proprietà c’è il fido maggiordomo Astianatte, che esegue con scrupolo e rigore ogni suo compito, compreso quello relativo alla manutenzione di Ulrike detta Ulli, una bambola meccanica a grandezza naturale e dalle fattezze incredibilmente reali, che esegue complicati movimenti di danza al suono di un carillon. Le cose precipitano quando la contessa viene ritrovata uccisa e Astianatte è convinto di dover abbandonare il palazzo ma – grazie a un vincolo testamentario – scopre che può rimanere, lui – solo con Ulli – nell’assordante silenzio di un luogo pieno di ricordi…
Un romanzo godibile e originale, scritto con sapienza e perizia, sostenuto da una lingua mai banale. La storia è raccontata mescolando memoria storica e realismo magico di stampo quasi sudamericano; la trovata di utilizzare un “narratore collettivo” rende possibile la descrizione di prodigi che “pare” siano avvenuti, come sempre accade quando si dà voce alle chiacchiere di paese. È vero che Astianatte era pazzo d’amore per la donna meccanica? È vero che lei era capace di mutare espressioni del viso e, probabilmente, parlare? Quello che è certo è che, mentre gli anni passano e – anche nel piccolo paese di provincia i cambiamenti sociali si fanno sentire – Astianatte, romantico e un po’ tocco superstite del tempo che fu, sembra vivere una esistenza tutta sua, organizzata attorno alla cura della bella Ulli, con la quale intrattiene conversazioni e a cui legge romanzi come un innamorato d’altri tempi. Ah, dimenticavo: a un certo punto Ulli scompare, ma questo è solo uno dei numerosi motivi per cui Venere in soffitta va assolutamente letto.

 

 

 

 
 
 
 
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