Venere in visone

Venere in visone

Una giovane e bella ragazza si risveglia una domenica mattina di maggio in un letto che evidentemente non è il suo. I ricordi della sera prima sono confusi, anche se al risveglio è investita sia dal rimorso che da una disperazione che non promette nulla di buono. Solitamente quando si ritrova in quelle condizioni è perché ha bevuto troppo e ha combinato qualche guaio. Si guarda attorno in cerca di indizi che possano farle ricordare di chi sia quella camera da letto. Ma il rendersi conto che il suo vestito è stato strappato e che quella stanza non l’ha mai vista non la tranquillizza affatto. All’improvviso una domanda le sorge spontanea: “Chissà lui dov’è?”. Perché in questo genere di situazioni, Gloria lo sa bene, un “lui” c’è sempre. Scende dal letto ancora barcollando per il troppo alcool ingerito e guarda in tutta la casa, ma di questo fantomatico lui non c’è nemmeno l’ombra. Gloria si rende conto ben presto che l’appartamento in cui si è risvegliata è spazioso, il salone è ampio e ci sono tanti vecchi mobili di famiglia, oltre alla stanza in cui ha dormito conta altre quattro camere da letto, e proprio in una di queste, in un armadio a muro, trova appesa una stupenda pelliccia di visone…

Venere in visone venne pubblicato la prima volta nel 1935, un anno dopo la pubblicazione dell’opera più conosciuta dell’autore, Appuntamento a Samarra. Per scrivere la storia di Gloria Wandrous, John O’Hara prese ispirazione da un fatto di cronaca che all’inizio degli anni Trenta sconvolse l’opinione pubblica: il ritrovamento del corpo senza vita di Starr Faithfull a Long Beach. In realtà quello che accomuna il fatto di cronaca e la trama del romanzo ‒ sono numerose infatti le licenze letterarie che l’autore si prende ‒ è il riproporre il mito della ragazza che, alla ricerca di fama, ricchezza e stabilità economica, si scontra con uno scenario talmente duro e difficilmente penetrabile da segnarne il destino. La fine è nota, è quella della falena che si avvicina troppo alla fiamma della candela. L’autore in questo volume riesce sia a raccontare la storia della sfortunata protagonista che quella di tutte le persone, conoscenti e non, che anche loro malgrado le gravitano attorno. Lo sfondo della vicenda è la New York della Grande Depressione, dove tutti sono alla ricerca di sicurezze e della spensieratezza, ormai perduta, del decennio prima. L’intento di O’Hara è quello di scavare in profondità in una società che si è chiusa a riccio a causa della crisi e che, a seconda delle possibilità, cerca di superarla. Dal romanzo nel 1960 è stato tratto un film di grande successo per la regia di Daniel Mann e interpretato da Elizabeth Taylor e Laurence Harvey.



 

 

 
 
 
 

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