Ventiquattr'ore di una donna sensibile

Ventiquattr'ore di una donna sensibile
Parigi, prima metà del diciannovesimo secolo. Teatri, balli, carrozze e cocchieri, amori segreti e clandestini. Madame de *** (al lettore non è concesso conoscere il vero nome) esce dall’Opera di Parigi e si imbatte nel suo amante. L’uomo, contrariamente alle sue aspettative, la snobba, salutandola frettolosamente e avviandosi verso l’uscita in compagnia di Madame de B**, fanciulla fascinosa dall’atteggiamento frivolo. Lo sconvolgimento, interiore e narrativo, comincia proprio da qui: non sussiste trama, si tratta piuttosto di un’attività epistolare unidirezionale che parte dal cuore di una donna ferita verso la dimora del suo amato compagno. Sono esattamente quarantasei le lettere scritte in un arco temporale di ventiquattr’ore, a testimoniare la disperazione di un cuore sofferente, infranto, incredulo, dubbioso...
La principessa Constance De Salm (originariamente Constance Marie de Thèis) è un personaggio che la critica letteraria ha sotterrato nell’oblio – molto male! - sia perché le sue opere hanno un certo spessore sociale e letterario (basti pensare a Sapho), sia perché ha rappresentato una delle icone della difesa dei diritti femminili nelle arti. Nata a Nantes nel 1767, era conosciuta ai più come la "Musa della ragione" per l’educazione rousseauniana impartitale dal padre sin dalla tenera età. Donna di raffinata intelligenza, divenne il punto di riferimento di uno dei salotti letterari più attivi e brillanti della Francia di fine ottocento. Ventiquattr’ore di una donna sensibile, tradotto per la prima volta in Italia da Neri Pozza, è la fotografia spiazzante dello stato psico-fisico in cui una donna può precipitare quando si sente tradita. Gelosia, insicurezza, rabbia, odio, passione, delusione, frustrazione… non c’è limite alle sfumature dell’anima, alle sue reazioni, specialmente quando si tratta di sentimenti. Il lettore, a tratti coinvolto sino alle lacrime, altre quasi mosso al riso per l’enfasi dei toni a sfiorare picchi di parossismo, diviene il testimone di una perfetta declinazione del cuore femminile.

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