Venuto al mondo

Venuto al mondo
È il 1984. Gemma, giovane laureanda alle prese con la propria tesi di laurea, parte per Sarajevo. Qui l'attende Gojko, guida e poeta mancato, Caronte ideale verso quello che sarà l'unico grande amore della vita di Gemma: Diego. Una volta tornata in Italia, la ragazza si sposa con Fabio, ma finisce per abbandonarlo poco dopo per inseguire il sogno incarnato da Diego, idealista, fotografo di pozzanghere, disordinato bohémien, sempre al limite. Cercano un figlio che non viene, la burocrazia li rende inidonei all'adozione, partono per la Russia alla ricerca di un utero in affitto che non troveranno. Passano gli anni, la guerra in Bosnia esplode, entrambi ritornano in quei luoghi ma solo dopo molto tempo, in occasione di un viaggio che Gemma compie con suo figlio, Pietro, si svela il mistero che marchia a fuoco la vita di tutti i protagonisti...
Margaret Mazzantini è prodigiosa, in questo nuovo romanzo che arriva sette anni dopo Non ti muovere. Un'altra donna, ora come allora, incarna la sofferenza, il dolore di vivere, il disagio di desideri sterili e di felicità impossibili da perpetuare. Gemma vuole essere madre, ma in questa rincorsa quasi maniacale, che scavalca ostacoli e viola convenzioni e leggi, finisce per perdersi. Ma Venuto al mondo non è solo un romanzo sulla maternità negata: è soprattutto un anatema contro la guerra, un resoconto lucido e terribile, a volte, in cui la morte confonde le etnie e rende tutti vittime. Una costruzione narrativa densa, corposa, poetica e struggente disegna i destini di una decina di personaggi, rimanendo salda e palpitante fino all'ultima pagina. “Tieni un capo del filo, con l'altro capo in mano, io correrò nel mondo”, e Pietro, simbolo salvifico di una nuova rinascita, corre senza fermarsi. E - ostinatamente - spera.

 

 

 
 
 
 
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