Verdi, l’italiano

Verdi, l’italiano
Non c’è opera di Giuseppe Verdi in cui non sia presente almeno un personaggio che rappresenti una fedele trasposizione del compositore e ne esprima, di volta in volta, lo stato d’animo. Sono in genere i personaggi più tristi e sfiduciati quelli che più di ogni altro aderiscono fedelmente alla sua indole pessimistica. Così come non esiste melodramma del grande patriarca della musica italiana che non metta in scena, in maniera sublime, un campionario umano in cui lo spettatore da sempre trova appropriata corrispondenza alla propria natura. Fin dalle suggestioni suscitate dagli impatti giovanili con le prime rappresentazioni a cui assiste, la venerazione per le opere verdiane si rafforza sempre più nel corso della carriera di Riccardo Muti fino a farne l’interprete più autorevole. Il maestro d’orchestra in assoluto più capace di coglierne lo spirito in profondità e di restituirlo al pubblico contemporaneo con appassionate interpretazioni di assoluto rigore. Il suo omaggio devoto diviene nel corso di questa testimonianza, raccolta e curata da Armando Torno - editorialista del “Corriere della Sera” e autore di saggi filosofici – il libro che ancora mancava: quello capace di dirci qualcosa che nel corso di tutti questi anni non eravamo ancora riusciti a cogliere…
La ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi non sollecita soltanto le argute penne dei musicologi e di coloro che per professione sono soliti prodursi in circostanziate analisi storiche. C’è anche chi, dimostrando coraggio e sfatando, o ridimensionando, la convinzione che occorrano pile di documenti e distanziata freddezza d’indagine per dare vita a pagine dotate di un respiro non accademico, né viziate da contingenti eccessi celebrativi. Il libro scritto dal celeberrimo direttore d’orchestra Riccardo Muti dimostra come si possano portare in luce con acume tratti significativi della vicenda umana e artistica del grande compositore di Busseto e presentarli con agile ed efficace stringatezza. Senza mai perdere di vista l’imprescindibilità del fenomeno Verdi nella storia della musica, Muti rovista tra ricordi e impressioni delle proprie prestazioni artistiche, inoltrandosi in suggestive introspezioni tra parole e note delle opere del Maestro. Le analizza tutte, e per farlo compie un viaggio nel quale incontra figure che nel corso della sua carriera sono diventate per lui intimamente famigliari. Grazie alla sua indagine e alla fruibilità del linguaggio adottato, riesce ad annullare la distanza dei due secoli trascorsi, in modo da consentire al lettore odierno di riconoscere nel fascino del melodramma quel gran gioco delle umanità che li rende intramontabili, specie se veicolati da una musica così bella.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER