Verità nascoste

Il ragioniere Tiravanti, una vita normale, una famiglia normale con moglie e figlie, un lavoro normale, una mattina si specchia casualmente in una vetrina e non si riconosce. Chi è quell’uomo con vestiti alla moda, ma grigio, spento, inespressivo? E mentre si osserva, quasi sotto l’effetto di un incantesimo, sono tanti i pensieri che gli attraversano la mente, ma c’è anche qualcosa che gli sfugge, come se ci fosse un altro sé che lo osserva e la situazione lo impaurisce un po’. Anche perché è come se ci fosse qualcosa sotto sotto di cui è cosciente, ma a cui non riesce ad arrivare razionalmente. Un grado di percezione diversa della realtà lo conduce nella condizione di mettere tutto in discussione, lavoro, famiglia, la vita stessa che diventa una prigione o forse un palcoscenico dove si recita inconsapevolmente. Ha bisogno di dare un senso a tutto ciò che gli sta succedendo e, come prima reazione, si scorda tutto, non va in ufficio, ma in un parco della villa comunale dove osserva tutto come se fosse la prima volta, godendo del creato, respirando armonia. Quando la sera torna a casa, si spoglia, si mette sul divano, si estranea da quel mondo che prima gli era familiare facendo i conti con la reazione della moglie che gli dà del pazzo. Come spiegarle che ora ha occhi, orecchie e mente consapevoli che non riescono più a non vedere la mistificazione della realtà e l’architettura con cui le persone erano distratte dalle vere ragioni della vita? D’altronde nemmeno per sé ha risposte in tasca, ma gli viene in mente un caro amico che aveva provato a svegliarlo dal torpore anni prima. Così molla tutto per andare a trovare Rodolfo, che ora vive a Venezia...

L’anima, l’universo, le religioni, l’infinito, la nostra umanità incapace di trovare le risposte... Ma non sarà forse tutto più semplice di come può apparire? Non è forse una ignota manipolazione che ci ha costretti a complicarci la vita? A non essere felici? Se pensiamo ai saggi filosofi antichi, se pensiamo ai suggerimenti di tutti i testi sacri di qualsiasi religione, se pensiamo a popolazioni mitiche come gli Esseni... Forse non è tutto così facile, forse perseguendo queste strade alla ricerca delle risposte su chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare, non sempre è tutto in discesa... ma siamo sicuri che non sia proprio così? Antonio Milazzo ci fornisce suggerimenti veri, anche se ha scelto la via del romanzo per darci alcune dritte. O meglio quella del “saggio romanzato”, come lo ha chiamato e come si legge anche nell’ultima di copertina, dove ha tentato di spiegarci come, raccontando una storia, abbia solo scelto una delle tante possibili modalità per suggerirci delle strade che vengono individuate proprio mentre la storia passa attraverso i travagli e i dubbi di un uomo che all’improvviso si apre alla conoscenza. Un processo interiore duro e non senza sofferenza, soprattutto quando si trova incomprensione nelle persone più vicine, che dovrebbero cercare di capire. Un processo di risveglio che in molti stanno intraprendendo, intuendo davvero una manipolazione della realtà che non corrisponde assolutamente al vero. Certo l’argomento non è dei più semplici e non è che il metterlo sotto forma di romanzo lo renda più comprensibile! E non si tratta di una questione di sette o strane organizzazioni con cui vengono bollati alcuni moti dello spirito, ma di una vera e propria ricerca interiore che però riguarda tutti facendo riferimento a quella scintilla che tutti posseggono.

 


 

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