Verità sepolte

Verità sepolte

Joe Talbert è uno studente universitario con un lavoretto part-time, una madre alcolizzata e in perenni problemi con la giustizia e un fratello autistico a cui si ritrova troppo spesso a fare da genitore. Vive in una cittadina del Minnesota nota solo per essere la sede della più importante industria di carne in scatola degli Usa. Per un progetto universitario, si reca in una casa di riposo per intervistare un eroe di guerra, un anziano con mille storie da raccontare. Alla reception gli viene affidato il veterano Carl Iverson, che ai ricordi del Vietnam affianca però quelli di un crimine efferato commesso molti anni prima: l’uomo, infatti, è stato condannato per aver stuprato, ucciso e bruciato un’adolescente negli anni Ottanta. Joe, quindi, si ritrova non ad ascoltare le confessioni di un reduce qualsiasi ma quelle di un presunto mostro sanguinario, che lo porterà a vivere inaspettatamente come dentro un thriller…

Un esordio interessante, questo di Allen Eskens, avvocato dalle velleità di scrittore, che riesce nell’ardua prova di mantenere la suspense del lettore. L’aspetto psicologico dei vari personaggi è ben sviluppato, aumentando la tensione narrativa e rendendo molto fluida la lettura. Non ci sono digressioni o inutili stalli e il libro si legge piacevolmente tutto d’un fiato. Bella la relazione del protagonista con il fratello, nella quale si percepisce bene l’affetto alla base delle fatiche a cui è sottoposto il giovane Joe nel gestire una situazione difficile. Forse una certa prevedibilità, soprattutto nel finale, e alcune omissioni nella descrizione della relazione del protagonista con la madre non giovano alla qualità complessiva del romanzo, che comunque rimane interessante.



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