Veritas

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Atto Melani, evirato cantore, cittadino originario della Serenissima, abate di Beaubec, membro di non pochi Conclavi, gentiluomo del Re del Re di Francia Luigi XIV, diplomatico e spia al servizio del cardinale Mazzarino, è giunto alla veneranda età di ottantacinque anni. Ma non intende ancora mettersi a riposo, soprattutto in un periodo storico segnato da una sanguinosa guerra che da dieci anni sta logorando l’Europa. E non dimentica di avere un amico a Roma che si dibatte in una condizione di estrema indigenza, costretto a vendere la casa e il piccolo podere per fra fronte ai debitori e a fare lo spazzacamino per sostentare moglie e figli. Melani gli offre in donazione una casa confortevole e un’attività redditizia, una nuova identità e una reputazione onorevole a Vienna. La capitale dell’Impero absburgico, nei primi mesi del 1711, è stata risparmiata dal conflitto e la vita delle persone trascorre in un’atmosfera immutata di benessere e serenità. Ma Melani, avvinto da inconfessabili rimorsi, rivela quantomeno all’amico di essere giunto in città per mettere al corrente Giuseppe I di una trama insospettabile che viene ordita in quei giorni alle sue spalle e tentare, in tal modo, di mettere fine alla guerra. Ma a complicare la sua iniziativa segreta giunge la visita del tutto inaspettata del Sultano turco che contribuisce a intorbidire ulteriormente le acque…

La casa editrice Baldini & Castoldi prosegue nella meritoria opera di presentare al lettore italiano i libri di Rita Mondaldi e Francesco Sorti, costretti a cercare e ottenere gloria all’estero, come ben sanno coloro che hanno letto Imprimatur. Anche in questo loro nuovo corposo romanzo i due autori preferiscono, ai rigori di una dotta ricostruzione storica, il piacere di una perlustrazione fantasiosa. Gli avvenimenti vengono filtrati attraverso un racconto che fonde mirabilmente un’accuratissima ricerca storica al gusto per la scrittura romanzesca e in cui verità e verosimiglianza si mescolano continuamente in un disinvolto e avvincente gioco delle parti. Per dare movimento e suspense alla narrazione i due autori utilizzano infatti un personaggio d’invenzione, portando sulla scena letteraria un protagonista del tutto inusuale: uno spazzacamino che ha la funzione centrale. Quella di catturare anche il lettore per trascinarlo in un appassionante viaggio alla riscoperta di eventi e personaggi che non si lasceranno facilmente dimenticare. Per sprofondarlo in un contesto lontano dominato da complotti e guerre, da intrighi e misteri che chiedono solo la pazienza di salire su questa portentosa “macchina del tempo da comodino” e percorre un tragitto lungo ottocento pagine.



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