Verso la dolcezza

Verso la dolcezza
Jules ha ormai trent'anni, non riesce a gestire le sue storie d’amore e non riesce a comprendere il mondo femminile. Giornalista sportivo amante del rugby ma troppo smilzo per poterlo praticare, 'incastra' le sue donne tra una partita di coppa e una di campionato. All’improvviso capisce che il suo metodo per rimorchiare è sbagliato. Si rivolge a un target femminile erroneo e così decide di provarci con le ultraquarantenni, meglio se divorziate - anche loro avranno bisogno di una spalla su cui piangere e un corpo che riscaldi le loro fredde lenzuola, no? - credendo di avere in questo modo più possibilità di fare sesso. Decide di provarci con la titolare della scuola guida che frequenta (dopo anni ha deciso finalmente di patentarsi): la donna ha tutto ciò che serve, è una bella quarantasettenne e usa un accendino di Star Wars per le sue sigarette sottili. Ma la storia s’impantana e non va oltre  un paio di pranzi e dialoghi bislacchi. Così Jules si confida con i suoi amici, una banda di trentenni senza arte né parte con rapporti d’amore sconclusionati a finiti male. Il suo amico Bruce (bello e impossibile) decide di levarsi di torno sua madre divorziata ormai da anni: "- Devi uscire con mia madre. È depressa, non trova un uomo. - Sei fuori - È l’unica soluzione, sennò va a picco. Birra? - Moralmente mi metterebbe in imbarazzo. - Non prendermi per il culo, quando sei libero? - Perché proprio io? - Ma tu non cercavi una vecchia questo inverno? - Mica una vecchia vecchia. Quarantacinque anni o giù di lì. La tua quanti anni ha? - Cinquantanove"). Bruce ha già organizzato tutto, Jules andrà a pranzo con lui da sua madre e flirterà con lei, in modo onesto e pulito. Senza esagerare. Il pranzo-incontro inizia bene (Jules nota che la vecchia ha un bel seno non ancora intaccato dalla forza di gravità) ma finisce male, con Jules che senza accorgersene tratta la povera donna come fosse una scarpa vecchia. Dopo il dessert la donna inizia a piangere mettendo fine anche a questa nonstoria d’amore. Ma l’amore giunge all’improvviso proprio quando non lo cerchi, e così Jules conosce una bella ragazza, Jeanne, in discoteca, mentre è intento ad aiutare un amico che sta vomitando anche l’anima. Riuscirà a costruire qualcosa o manderà al diavolo anche questa occasione che il fato gli ha riservato?
François Bégaudeau mi ha sorpreso piacevolmente. Il suo precedente La classe non mi aveva colpito molto: aveva un andamento lento, anche se poneva l’attenzione sull’attuale rapporto insegnante-alunno che si crea in una delle tante scuole problematiche di una banlieue  parigina. Verso la dolcezza invece è un brano bepop: vive di cadenze veloci e battute graffianti, le descrizioni dei personaggi sono esilaranti, i dialoghi hanno la fluidità di un pezzo di Charlie Parker e ti colpiscono diretti sul muso. La sua scrittura è cambiata, sembra un’altra persona, forse perché lo scrittore scrive delle sue esperienze, il libro risulta fresco e per niente noioso. E poi… come sfondo la Ville Lumière , appuntamenti fugaci in piccoli bistrot dove è ancora possibile fumare (dal 2007 invece è entrato in vigore il divieto di fumo nei locali pubblici), gli immensi boulevard completamenti deserti all’alba e le linee del  metrò che ti guidano dolcemente come una balia in quella immensa città antica. Le storie d’amore, le descrizioni degli amici che “infestano” il mondo di Jules non hanno una successione cronologica, sono come vecchi ricordi che tornano alla mente, puzzle di una vita esasperata. Jules è il tipico bamboccione, non è mai maturato, non ha la voglia né la forza di cambiare, si lascia trascinare dagli eventi senza mai affermare la sua volontà. I rapporti sessuali sono consumati in totale apatia, gli amori si dissipano in perfetta assenza di sentimenti. Un vuoto esistenziale di un’intera generazione di trentenni. Verso la dolcezza è un inno ai rapporti di amicizia e alla piacevole speranza di trovare una persona con cui condividere le proprie passioni. Ogni uomo giunto ad una certa maturità, in fondo, vorrebbe proprio questo: rimediare agli errori fatti e tendere verso un futuro pieno di dolcezza.

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