Vesuvio breakout

Dicembre 2013. Da qualche mese violente scosse di terremoto colpiscono la Campania, ma i sismologi non sanno dare una spiegazione soddisfacente al fenomeno.  Il giovane M. è in partenza per Londra per un periodo di vacanza: qui, tra visite culturali, bevute al pub e l’amicizia con Giovanni, un ragazzo italiano che fa la guida turistica, passa qualche giorno di spensieratezza. Ma l’inquietudine si fa strada in lui quando non riesce più a contattare il padre a Napoli, dove la situazione sta precipitando: si susseguono le scosse di terremoto, i telefoni non funzionano, la gente ha paura. Finché una mattina due poliziotti inglesi svegliano M. di soprassalto e lo accompagnano all’Ambasciata italiana, dove sono stati radunati centinaia di suoi connazionali. Le autorità britanniche annunciano che l’indomani saranno rimpatriati: il Vesuvio è esploso, il terribile boato si è sentito fino a Roma. La zona è completamente tagliata fuori dal resto del mondo, anche i mezzi d’informazione italiani non dicono granché: gli elicotteri delle tv e delle forze dell’ordine non riescono ad avvicinarsi a causa del fumo denso e incandescente che ancora esce dal gigantesco cratere. Nelle ore precedenti all’eruzione la popolazione della zona vesuviana e di Napoli era stata avviata all’evacuazione verso la Calabria, ma non ci sono notizie sul loro destino. L’Italia è letteralmente spaccata in due, i militari hanno chiuso ogni accesso e non è possibile alcuna comunicazione con il Sud. M. parte per Milano – là ci vive il fratello – e dalla città lombarda cerca invano di raccogliere informazioni. Dopo qualche giorno, si fa strada in lui la determinazione a partire verso Roma e poi una volta lì capire in che modo raggiungere la Zona Rossa…

Il fondatore della webzine Letteratura Horror Giorgio Riccardi debutta nella fiction – naturalmente orrorifica – con una zombie story ambientata in Campania. Seguiamo il protagonista (prima leggendo alcune sue email, poi il suo diario) in un terrificante viaggio nel cuore di una catastrofe: il Vesuvio è eruttato ma non è il normale corollario di un’esplosione vulcanica (seppure immane) a sconvolgere mezza Italia, bensì una minaccia inattesa, un’epidemia zombie scatenata da qualche misterioso agente emerso dalle viscere della terra. L’idea di inserire il plot horror in un contesto non solo credibile ma di assoluta normalità (la forma colloquiale della narrazione, le digressioni sociali e politiche, i riferimenti al privato) sarebbe anche buona in teoria, ma si rivela difficile da gestire nella pratica per uno scrittore esordiente come Riccardi e troppo spesso finisce per togliere ritmo alla narrazione e svilirla da un punto di vista estetico. Non mancano spunti originali (a parte l’associazione eruzione vulcanica-epidemia zombie, che pare abbastanza pretestuosa): per esempio l’ibridazione tra Saviano e Romero avrebbe potuto e dovuto essere approfondita, invece di riproporre il tormentone ormai intollerabile del centro commerciale – in questo caso la multisala cinematografica Multibit di Casoria – assediato dagli zombie. E anche il finale apertissimo è piacevolmente spiazzante, ma nel complesso Vesuvio breakout si rivela un’occasione persa.



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