In vetta al mondo

In vetta al mondo

Nel 1964 Gianni sta per avere un figlio. Un figlio che non ha voluto. È stata sua moglie a incastrarlo. Gli aveva detto che prendeva la pillola, appena arrivata dall’America. E invece niente. È incinta. Gli tocca rinunciare a tutto. Soprattutto al suo lavoro di guida alpina, che lei ha sempre detestato, ritenendolo pericoloso. È in piedi vicino alla sua Primula Autobianchi, la prima macchina italiana a trazione interiore, che ha fortemente voluto perché così può affrontare meglio i tornanti ghiacciati dolomitici, e riflette. Poi torna a casa, fa l’amore come da tempo non succedeva con la sua Alessia e svanisce per tre anni. Finisce in Sudamerica… Nel 1978 Teo invece è un ragazzo che si vergogna di spogliarsi per fare un bagno nelle acque montane insieme alla ragazza che gli piace, e non tanto per la sua erezione evidente quanto perché ha i piedi palmati. Ma la giovane sdrammatizza. Anche un altro ragazzo del gruppo ha lo stesso problema. Proprio quello che lui odia… Vent’anni dopo Teo ha un’avviata carriera alla omicidi del distretto di Torino, ma deve tornare sulle sue Dolomiti natie perché la madre sta morendo. Però…

Molto ben congegnato, caratterizzato da un bel ritmo cinematografico, da una cura non comune, da un lessico chiaro e da una prosa elegante e simbolica (si pensi all’importante presenza di un lupo albino: naturalmente, però, sono vietati gli spoiler), priva di sterili virtuosismi e assai piacevole a leggersi, che bilancia numerosi livelli di lettura e altrettante chiavi di interpretazione in maniera riuscita conducendo il lettore per mano saldamente nello spazio e nel tempo attraverso l’intreccio delle varie linee narrative, In vetta al mondo di Roberta Melli è la storia di Teo. Che tornando a casa dopo molti anni, dall’altro lato dell’arco alpino rispetto a quello in cui ormai risiede da tempo, incontra una ragazza. È bellissima. È mulatta. Vive in Svizzera. Come potrebbe non nascere una forte attrazione? La relazione è appassionata, ma come sempre la vita si diverte a giocare con l’esistenza degli uomini, microscopiche pedine dinnanzi all’infinito: la quiete è solo l’anticamera, infatti, della tempesta. Nella fattispecie si tratta di un omicidio, e dell’avvio di un’indagine complessa che coinvolge anche i cartelli della droga del Sudamerica. Interessante.



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