Viaggiare in giallo

Viaggiare in giallo

Festa della polizia o riunione di condominio per discutere una spesa che i millesimi di proprietà fanno aggirare intorno ai 50.000 euro? Parliamo di una rottura di coglioni che nella scala personale di Schiavone è un 8, va da sé che il fatto di svolgersi a Roma e di dare la possibilità al nostro vicequestore di rivedere gli amici lenisce la sofferenza. Un furto di gioielli sul treno e la conseguente morte della proprietaria fanno schizzare la rottura al grado 10 della suddetta scala… Si potrebbe ipotizzare che dei furti in casa, nella “tranquilla” Pineta, ai danni di chi si sta godendo una crociera, siano un banale fatto di cronaca locale, ma se il team investigativo è quello geriatrico del Bar Lume e il barrista Massimo Viviani gioca a ping pong con le ipotesi insieme alla fidanzata commissaria, può succedere di tutto. Anche di andar per indagare ed essere arrestati dal comandante di una nave… La calamita per guai che risponde al nome di Carlo Monterossi, ingaggiato dall’amico Oscar Falcone, è impegnato in un “viaggio” nella terra nota come Hic sunt capannones alla ricerca di un cagnino… Lamanna e Piccionello evidentemente han preso gusto alle trasferte, e anche se dovrebbe trattarsi di un viaggio di piacere riusciranno del tutto involontariamente a trasformarlo… Se hai 5 anni una vacanza può diventare davvero emozionante. Enrico, detto Cipolla, trasforma in fuga i 300 all’ora del Frecciarossa, in mostri spaventosi i motori del traghetto e visto nel suo DNA c’è quello del Consonni la fantasia fa cose che noi umani…

Cerco sempre di non ripetermi ma stavolta devo. Sellerio coi suoi librini antologici blu “a tema” fa centro sempre. E chapeau anche ‒ o soprattutto ‒ agli autori. A dimostrazione che quando si è dei fuoriclasse si passa dai romanzi ai racconti senza perdere un filo dell’appeal, ritroviamo i personaggi tanto amati e in qualche caso discussi (mi riferisco ovviamente al vicequestore Schiavone e alle polemiche post fiction). La mia sensazione quando leggo i racconti è che mi venga data la possibilità di sbirciare nel quotidiano dei personaggi che amo. I temi delle antologie e il fatto stesso che siano composte da storie per loro natura brevi esalta a mio parere la capacità degli autori, che riescono a dare una connotazione, se mi si passa il termine, umoristica. I viaggi di questa specifica raccolta spaziano da quelli di lavoro nel caso di Pedra e Firmin costretti a spostarsi per un caso di omicidio ‒ fra l’altro forse il racconto più tosto a livello di “cattiveria” ‒ o di Monterossi e Falcone, per il barrista toscano direi una punizione divina visto che si trova costretto su una nave con i tetraventenni scatenati, davvero bravo Malvaldi che riesce a dare sempre nuova verve ai nonnetti, a dimostrazione che i vecchi ritornano bambini. Potrei fermarmi ma chiudo con menzione speciale a Recami che agganciandosi al suo ultimo romanzo ci racconta un colpo di scena mica male. Ottimi tutti, da leggere senza controindicazioni.



 

 

 

 
 
 
 

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