Viaggio a Bandiagara

Viaggio a Bandiagara

Louis Augustin Marie Desplagnes nasce a Lione da una famiglia borghese il venti di dicembre del 1871, e il trenta di agosto di diciannove anni dopo si diploma in scienze nell’accademia della sua città natale. Subito dopo entra a far parte della scuola militare di Saint Cyr e consegue il diploma all’Istituto geografico di Parigi. Il primo di febbraio del 1895 è trasferito in Algeria, dove rimane per poco più di sei mesi, quando viene aggregato alla II Expédition de Madagascar come sergente nel I Reggimento della Legione Straniera. Il particolare battaglione al quale viene assegnato pare essere diretta conseguenza del suo comportamento compromettente con la figlia di un generale della scuola militare: pertanto tutti i progetti che la sua famiglia aveva concepito per il giovane Louis si disciolgono come neve al sole, e la carriera militare iniziata col preciso obiettivo di raggiungere i più alti gradi dell’esercito è di fatto interrotta ancora prima del suo inizio. Louis comincia quindi a passare incessantemente di missione in missione, divenendo in seguito celebre per le sue ricerche nell’allora Sudan francese. Ciò gli fa conferire il grado di capitano, ma non riesce mai a entrare a far parte di uno stato maggiore importante. Dopo altre e varie vicissitudini nel novembre del millenovecentotre (morirà undici anni dopo, il dodici di agosto del millenovecentoquattordici, all’alba della prima guerra mondiale) viene incaricato dall’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di una complessa missione di esplorazione e rilevamento topografico nel Paese Dogon, che è poi ricordata come Missione Desplagnes, e che termina il diciannove di luglio del millenovecentocinque. Le ricerche, da programma, devono concentrarsi su tre obiettivi: scavo sistemativo di un grande tumulo nell’area del Niger, individuazione dell’area di estensione dei tumuli sudanesi, studio etnologico, antropologico e sociologico dei popoli neri primitivi che si sono rifugiati presso il massiccio montuoso di Bandiagara. Nel quadro della missione, ma ben oltre questi tre principali obiettivi, Louis Desplagnes discende il Niger in piroga fino alla confluenza con il fiume Sirba, sotto il quattordicesimo parallelo, alla ricerca delle antiche capitali dell’impero del Ghana…

I dogon, che vivono in Mali, a sud del Niger e fin quasi ai confini col Burkina Faso, sono sorprendentemente fra le popolazioni più note di tutta l’Africa: la sorpresa sta nel fatto che sono divenuti celebri in Occidente molto tardi, poiché il primo europeo a visitare una piccola parte del territorio dogon fu, nel 1886, il linguista tedesco Gottlob Adolf Krause, che iniziò da solo un lungo viaggio da Accra (Ghana) fino a Douentza e alla falesia di Bandiagara; Viaggio a Bandiagara è l’edizione italiana riveduta e ampliata del volume di Ferdinando Fagnola già pubblicato in francese – e si vede: talvolta le parole sono sillabate in modo diverso dal solito – nel 2009. Il libro narra la vicenda di due viaggi nel Paese Dogon, patrimonio mondiale dell’UNESCO: quello a cavallo tra il 1904 e l’anno successivo, da dicembre a luglio, di Louis Desplagnes, e quello del succitato Fagnola, alla ricerca delle tracce della missione di esplorazione e rilevamento topografico guidata dal luogotenente del II Reggimento Senengalesi nell’allora Sudan francese, portato avanti nel corso di numerosi soggiorni invernali tra il 1984 e il 2014. Con dieci dettagliate carte geografiche e trecentonovantasette fotografie, anche inedite, e molto suggestive, sia in bianco e nero che a colori, che riproducono paesaggi, individui, costumi tradizionali, reperti preistorici e archeologici, villaggi di terra e paglia, santuari, maschere rituali, utensili in pietra e tanto altro ancora, l’autore tratteggia un quadro precisissimo e istruttivo (colma un vero e proprio vuoto) di una vicenda umana e storica non solo interessante, ma anche appassionante. Racconta di un tempo perduto, di un mondo che non c’è più, di realtà che pur non essendo poi geograficamente lontanissime da noi in verità sembrano scaturire da un’altra dimensione spazio-temporale, completamente diversa, dal punto di vista degli usi, dei costumi, dei rapporti umani. Attraverso le immagini e i testi, asciutti ma avvincenti, divulgativi e insieme letterari nel senso più alto del termine, fa riflettere sul valore stesso della presenza umana nei luoghi e sulla sua influenza in merito al naturale corso delle cose.



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