In viaggio con Tabor

In viaggio con Tabor
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È una notte fredda e piovosa quella in cui Michael King e il suo amico Stinson cercano riparo e avanzi di cibo nei pressi di una tavola calda. Invece quello che trovano è una gattina scheletrica e con una brutta ferita all’occhio. Che farne? La portano con loro nell’area della piattaforma di carico dell’UPS. La loro casa è tra i cespugli, i loro letti sono vecchi sacchi a pelo appoggiati su scatole di cartone. Michael medica la gattina e le compra del cibo, la gatta lo ringrazia con rumorose fusa e si mette a dormire con lui. I due amici si aspettano che vada via al mattino, ma non succede. Nelle ore in cui si allontanano per chiedere l’elemosina lei resta tra i cespugli e li aspetta. Prendersi cura della micina, che Michael decide di chiamare Tabor, come il locale presso cui l’ha trovata, lo trattiene dal bere troppi alcolici. Tiene per Tabor i soldi che racimola con l’elemosina e cosa ancora più sorprendente la gente che nota il bizzarro trio inizia a donare loro con maggiore generosità, inoltre in tanti gli regalano anche scorte di cibo per gatti. Ma il tempo si fa sempre più freddo, l’inverno si insinua tra le strade di Portland. In questa stagione i senza tetto tendono a lasciare la città e andare in zone più calde. Dopo aver affisso volantini e chiesto a chiunque nei dintorni per rintracciare i proprietari di Tabor, Michael decide di portarla con sé nel lungo viaggio che lo attende. Riempie lo zaino di scatolette, si procura un trasportino e abbandona la città con la baffuta nuova amica. Oltre dieci anni fa ha perso il suo compagno e il suo lavoro come chef, ora la strada è tutto il suo mondo. Michael ignora che in città ci sia un uomo disperato, Ron Buss, che cerca senza sosta la sua adorata Mata, la dolce gatta soriana scomparsa all’improvviso dal giardino di casa…

“Be’, tutte le mattine mi sento il polso e, se c’è battito, mi alzo e tiro avanti”. In questa frase è racchiusa la filosofia esistenziale di Michael King, è così che ci si sente quando si è perso ciò che conta. La vita si svuota e diventa un ripetitivo trascinarsi dei giorni, l’alcol è il solo farmaco che possa alleviare il dolore. Sembra incredibile eppure la necessità di prendersi cura di un gatto aiuta Michael a mettere ordine nei suoi pensieri e reagire. I temi che trovano spazio nel libro In viaggio con Tabor, titolo originale Strays, sono significativi: la difficoltà a gestire un lutto, la solitudine, la dura esistenza di chi sopravvive per strada, l’omofobia, il legame tra gli uomini e gli animali e la capacità di relazionarsi col prossimo al di là di pregiudizi e paure. La scrittrice Britt Collins, che ha fatto conoscere al mondo questa bella storia di amicizia, vive tra Londra e Los Angeles,e ha collaborato con rifugi in Kenya e Namibia per la salvaguardia dei felini. Giornalista molto attiva pubblica i suoi pezzi su noti giornali e riviste: “The Guardian”, “The Observer”, “The Indipendent”, “Harper’s Bazaar” e altre testate. Lavora come editor e si occupa dei contenuti di pubblicazioni internazionali. Il 14 luglio 2018 ha debuttato a Londra un festival dedicato ai gatti organizzato dalla Collins, in cui è possibile adottare randagi, acquistare cibo, accessori, libri e tutto ciò che può entusiasmare gli appassionati di felini. Il prossimo si terrà il 29 giugno 2019. Sul sito dell’autrice www.brittcollins.net è presente un video-documentario con Michael, Ron e Tabor/Mata, ispiratori del romanzo. Guardatelo, non potrete sfuggire alla commozione.



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