Viaggio cucinario nell'immaginario dei sapori

Viaggio cucinario nell'immaginario dei sapori
L'ingrediente speciale che Marie Besnard, un'insospettabile massaia di Loudun, aggiungeva alla sua famosa “tacchinella ai marroni” era l'arsenico, come avranno potuto tristemente notare il marito ed altre 12 persone da lei avvelenate tra il 1927 e il 1947. Una vicenda macabra che ci riporta indietro nel tempo, nel 1600 quando la stregoneria entrò nel convento di Loudun... In “Elogio dell'ombra”, un saggio sulle buone maniere in Giappone scritto negli anni Trenta, parlando del sushi, Tanizaki Junichiro dice che è “un cibo grato al palato dei vecchi ghiottoni”. Uno degli ingredienti per la sua preparazione sono le foglie di caco, un frutto che curiosamente ha fatto numerose apparizioni nel mondo della poesia tanto giapponese quanto europea (forse non tutti sanno che Guillaume Apollinaire ne parla nei suoi postumi “Poemes a Lou”)... Anche la pera ha avuto il suo momento di gloria nell'immaginario poetico, essendo stato dedicato a lei il “Roman de la poire”. In questo poema allegorico del tredicesimo secolo, le pere divengono addirittura il simbolo della “grandezza e perfidia della femminilità” e durante il medioevo vennero utilizzate anche come strumento di tortura per strappare qualche improbabile confessione....
Attraverso un viaggio nel tempo e nello spazio, Katharina di Nieuwerve affronta un tema affascinante come la cucina, mescolandolo con aneddoti ora letterari, ora storici, ora leggendari, in ogni caso sempre originali. Le ricette - conosciute, esotiche o estranee alla cultura mediterranea - vengono condite con storie provenienti da mondi ed epoche lontane. Un’immersione in sapori ormai dimenticati ed impossibili da trovare (come la “ricetta dell’hamburger che non troverete mai nella fast food nation”) trasforma un libro di ricette in una vera e propria celebrazione del cibo. L’ “atto alimentare” non è solo un piacere sensuale ma è anche rivelatore dell’essenza più profonda dell’uomo: se come dice Ludwig Feuerbach “le diete di un popolo rivelano la sua anima”, sarebbe interessante confrontare la nostra alimentazione con quelle di altre civiltà ed epoche, e che ognuno tragga le sue conclusioni. Un libro per avvicinarsi alla ricchissima storia della cucina e perdersi nelle sue più incredibili sfacettature. Interessante anche per quelli che non sono proprio degli esperti ai fornelli, perchè come afferma Giuseppe Prezzolini, definito dall’autrice lo “scrittore ideale di un’Italia di mezzo”: “Il bello della cucina è l’improvvisazione. Il bello non è riuscire, ma provare e qualche volta riuscire. Sbagliate, sbagliate, qualcosa verrà fuori, sarebbe il vero motto della cucina inventiva”.

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