Vita di Charles Darwin

Vita di Charles Darwin
Perché Charles Darwin attese oltre vent'anni prima di pubblicare L'origine delle specie, e quando lo fece fu molto attento a purgare il saggio di qualsiasi riferimento all'uomo? Perché in quell'occasione confidò a un amico che “era come confessare un delitto”? Ma soprattutto, se Darwin era così preoccupato della ricezione delle sue scoperte e quasi se ne vergognava, come aveva potuto elaborarle? Come è stato possibile che un signorotto conservatore di campagna concepisse una teoria rivoluzionaria come l'Evoluzionismo, che minava alla base la società che lui stesso ammirava? Come è stato possibile che un uomo regolato come un orologio, dalle giornate simili tra loro “come due piselli” abbia potuto affermare che il Primo Motore dell'evoluzione è il caso? Il cosiddetto darwinismo sociale è davvero così estraneo al corpus delle teorie del naturalista? O viceversa lui lo condivideva sinceramente e auspicava – come in effetti successe – che la sua teoria divenisse uno dei pilastri del liberalismo tardo-vittoriano? Come spiegare altrimenti i suoi solenni funerali di Stato a Westminster e il sagace commento del Times “L'Abbazia aveva bisogno di quel cadavere più di quanto quel cadavere avesse bisogno dell'Abbazia”? Ripercorrendo passo passo la vita del grande naturalista e attingendo alla immane quantità disponibile di materiale autografo di Darwin – che notoriamente conservava e archiviava ordinatamente tutto, anche il più striminzito appunto su un foglietto – Adrian Desmond, professore di Biologia all'University College di Londra, e James Moore, professore di Storia della Scienza alla Open University, cercano di dare una risposta a queste e altre domande...
Una biografia di 930 pagine tende a toglierti il fiato a prescindere. Ma questo succede a maggior ragione quando si tratta di un libro che ha cambiato radicalmente la percezione di un grande personaggio da parte degli addetti ai lavori e del pubblico. Quando Desmond e Moore lo hanno pubblicato, nel 1991, le reazioni sono state molto violente: li si accusava di voler demolire un'icona, diffamare un genio, disarmare gli evoluzionisti di fronte ai creazionisti mai domi, e per giunta di voler fornire una base teorica prestigiosa al liberismo selvaggio di Ronald Reagan e Margaret Thatcher. Oggi molte delle posizioni che parevano eretiche solo vent'anni fa sono date per scontate nell'ambiente accademico, eppure la forza dirompente di questo saggio monumentale non si è ancora esaurita. La sensazione di un mondo in cambiamento convulso attorno a Darwin, le tensioni sociali drammatiche – al tempo stesso causa (o meglio background) ed effetto dell'Evoluzionismo - la descrizione vivida dell'ambiente professionale e culturale in cui si muoveva lo scienziato, la vita familiare drammatica e infelice (sotto una calma apparente) di questo rivoluzionario riluttante: tutto ci è restituito in 3D, con una estrema dovizia di particolari. E con un nutrito apparato iconografico, che non guasta mai. Come accade in alcune fortunate occasioni, non è solo l'approccio a rendere Vita di Charles Darwin un must assoluto, ma anche lo stile: gli autori evitano flashback, analisi a posteriori e narrazioni retrospettive, e procedono in senso strettamente cronologico, facendo 'succedere' le cose e dando a un saggio complesso la forza emozionale di un romanzo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER