Vita di corsia

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Jaddo da piccola voleva fare la domatrice di orsi, ne era proprio convinta. Poi però una mattina quella bambina di appena otto anni si trova ad interrogarsi sulle caratteristiche dell’organo della vista, e allora la strada si fa subito chiara: niente orsi nel suo futuro ma ad attenderla piuttosto una carriera da medico. Certo, quella bambina curiosa non può certo immaginare che il mondo della medicina sia proprio quello che si spalanca davanti alla giovane donna che è diventata. Durante il tirocinio e il lungo periodo della specializzazione quello che l’aspetta è un viaggio nei gironi di una Sanità troppo spesso infernale, un viaggio ad ostacoli in mezzo ad una variegata umanità di pazienti molto poco pazienti e medici cinici, meschini, disposti a tutto per un avanzamento di carriera, che non sono più in grado di riconoscere il mondo emozionale degli esseri umani che pendono dalle loro labbra, che non ne rispettano il diritto alla dignità, ad essere trattati con gentilezza e compassione, che non sanno neanche più cosa sia l’empatia. E poi i pazienti: tanti, dalla vecchina che sta morendo di niente perché una diagnosi non c’è, a quello che insulta perché non vuole essere suturato al sopracciglio da una donna, e c’è persino la paziente schizofrenica che a sorpresa impartisce ai medici lezioni di normale educazione…

Jaddo è lo pseudonimo dietro il quale si cela una giovane donna francese che ha scelto di raccontare nel suo blog le avventure e soprattutto le disavventure quotidiane della sua carriera di medico. Il successo ottenuto in Rete ha spinto un editore, Univers, a raccogliere in un libro le testimonianze tragicomiche di una neolaureata convinta che per mestiere e vocazione curerà le persone e si ritrova invece in un mondo incoerente e governato da logiche di profitto che poco o nulla hanno a che fare con l’arte medica. Un libro che stimola riflessioni non sempre edificanti, in grado però anche di strappare qualche sorriso ogni tanto, una possibilità per comprendere qualcosa in più, anche se quel qualcosa sono anche alcune nefandezze, del magico mondo della Sanità, in cui di guardia al Pronto soccorso i medici litigano selvaggiamente per un caffè. Ma anche per comprendere le difficoltà di districarsi in un ambiente tutt’altro che facile e per portare avanti al meglio la vocazione all’assistenza e alla cura, anche quando sembra impossibile e per farlo occorre sfidare le regole scritte e non che vigono negli ambienti sanitari.



 

 

 

 
 
 
 

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