Vita di Pi

Vita di Pi
Piscine Molitor Patel, un ragazzino figlio di un proprietario di uno zoo indiano, è cresciuto in un ambiente anticonformista e stimolante: ha il nome di una piscina di Parigi, un padre che gli instilla l'amore per gli animali e gli svela i loro segreti, e uno sconfinato amore per le religioni, che lo porta ad aderire contemporaneamente a induismo, Islam e cristianesimo. Quando lo zoo paterno entra in crisi e gli animali devono essere venduti, la famiglia Patel si imbarca su una nave diretta in Canada assieme ad alcuni esemplari. Il transatlantico si inabissa tra le onde: unici superstiti, su una grande scialuppa di emergenza, Piscine, una jena, un orango, una zebra e una ferocissima tigre del Bengala chiamata Richard Parker. Giorno dopo giorno, Richard Parker divora tutti tranne Piscine: il ragazzo ora deve trovare un modo per sopravvivere...
Capita di rado di avere tra le mani un libro come questo. Una lettura colta ma piacevolissima, istruttiva ma sempre avvincente, un piccolo gioiello dalla scrittura raffinata come un intarsio e dalla originalità fatata. Dopo una prima parte che è in buona sostanza un romanzo di formazione la cui chiave di volta è senza dubbio l'ironia, Vita di Pi cambia completamente marcia, schiaccia l'acceleratore ed entra nel paradiso dei grandi libri col racconto dell'epopea del gruppo di naufraghi più strani della storia della letteratura. Come una droga, l'irresistibile cocktail di favola, romanzo d'avventura ottocentesco, divulgazione naturalistica, horror-fantasy (nell'inatteso episodio dell'isola-albero) e poesia preparato da Martel si insinua nelle nostre vene e non le molla più, fino al bizzarro finale. Non una, ma due figure memorabili sono nate con questo romanzo: il geniale, tenero Pi(scine) e l'implacabile Richard Parker, potente metafora coperta di peli che l'autore descrive con estrema, rara plausibilità zoologica ed etologica. Come un'antica leggenda, Vita di Pi innaffia il seme del senso del meraviglioso sepolto dentro di noi e ci richiama alla nostra umanità più semplice, disponibile, gentile. E come ogni leggenda o favola da narrare attorno al fuoco, ha una forza macabra e sensuale che tocca le corde più intime del nostro essere animale: la paura, il bisogno di trascendente, la solidarietà e l'istinto di sopravvivenza. Alcuni hanno scritto che questo romanzo (vincitore peraltro del prestigioso Man Booker Prize nel 2002) non può mancare nella biblioteca di chiunque ami la natura e gli animali: ci sentiamo di estendere il pressante invito a chiunque ami i buoni libri.

 

 

 

 
 
 
 
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