Vita, morte e miracoli

Vita, morte e miracoli
Retolo è un paesino di 1724 abitanti, in cui la vita scorre ogni giorno allo stesso modo e senza troppe aspettative. Il suo cimitero, dalla particolare forma “genitale”, è curato professionalmente da Canio Calicchia, figlio e nipote d'arte, che oltre al suo posto di custode ha anche ereditato una macchina sgangherata, una casa con l'umidità e il ginocchio valgo. Ogni settimana della sua esistenza è identica alle altre. Ogni giorno dopo il lavoro prende un succo di pesca al bar del paese dopo aver subito sguardi superstiziosi e raspamenti apotropaici; ogni giorno saluta l'ex sindaco diventato matto e circondato da una minacciosa muta di cani; ogni sabato si reca in città per la sua dose a pagamento di amore; ogni mattina riceve le stesse domande e le stesse lamentele dall'unica anziana che frequenta quotidianamente il cimitero. La religione non fa parte della sua vita, perché lui e suo padre “sanno una cosa che gli altri non sanno”. Improvvisamente però la sua concittadina Nunziatella Levo inizia ad avere delle visioni dall'Aldilà, che la trasformeranno ne “la Mistica” e faranno di Retolo un nuovo luogo di culto, cambiando irreparabilmente anche la vita del povero Canio…
Il candore con cui il protagonista racconta in prima persona le sue tragicomiche vicende si scontra con la cinica meschinità del mondo che lo circonda. La religiosità nazionalpopolare e di facile consumo, quella che crea idoli e santuari con i soldi di ingenui fedeli creduloni, trasforma e sovverte l'equilibrio esistente nella pacifica comunità e fa emergere la disumanità dei suoi componenti (persino chi accusava di cialtroneria soccombe ad entrare a far parte “dell'Ovile mediatico”). L'ambientazione (un cimitero) e la ripetitività dell'esistenza raccontata possono ricordare il recente Still life: nel romanzo di Mandracchia come nel film di Uberto Pasolini sembra che sia vano sperare in una possibilità di cambiamento. Un romanzo dal forte realismo lirico, divertente e a tratti inquietante nel modo in cui racconta un mondo benpensante e possibile, in cui l'essere umano conta pochissimo se non in quanto potenziale fonte di guadagno. Inaspettato, rocambolesco il finale.

Leggi l'intervista a Roberto Mandracchia

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