Vite dei poeti

Vite dei poeti

1955. Un rappresentante di elettrodomestici newyorchese è morto, ma sua madre novantenne è ancora viva, in una casa di riposo. Le sorelle del morto - senza consultare nessuno - decidono di non infliggere quel dolore all’anziana donna e inventano una bugia, dicendo che lui si è trasferito in Arizona con moglie e figli per via della bronchite. E per rendere più plausibile la bugia chiedono a uno dei figli del defunto fratello, Jonathan, di scrivere delle lettere false da leggere alla nonna in casa di riposo. Il ragazzo cerca di immaginare la nuova vita del padre all’ovest, i suoi ricordi, le sue speranze e scrive dei piccoli capolavori di cui la nonna non riesce più a fare a meno… 1910. Il piccolo Willi, figlio di un proprietario terriero, ama passeggiare in campagna, entrare in comunione con la natura che lo circonda. Durante una delle sue estatiche peregrinazioni scorge in una stalla sua madre che fa sesso con il giovane tutore del ragazzino. Sconvolto dalla rabbia e dalla gelosia, Willi rimugina per giorni e infine – assistendo all’accoppiamento di due cani – butta là una battuta inequivocabile al padre, scatenando la sua ira nei confronti della moglie… Dopo che la moglie se n’è andata di casa portandosi via i bambini per Morgan, curatore al Museum of the Under Americas di New York, inizia una nuova vita. Una vita fatta di footing ossessivo la mattina presto, di morbose e continue fantasie sulle studentesse della scuola femminile cattolica del quartiere, di ossessivo voyeurismo esercitato sui passanti o sui vicini. Una mattina innevata, Morgan sta correndo nei pressi di una legazione straniera quando una forte esplosione lo solleva in aria, confuso e sanguinante…

Questa breve e magnifica antologia uscita nel 1985 è attualmente esauritissima (e non inedita, come maldestramente sostiene qualche rivista online), reperibile soltanto in biblioteche pubbliche o su qualche bancarella dell’usato. Né purtroppo la proverbiale scarsa attenzione degli editori ai libri di racconti - seppure con una firma prestigiosa - fa sperare per una nuova edizione in tempi ragionevoli, soprattutto con l’attuale contrazione del mercato librario. Un peccato davvero, perché si tratta di sette racconti dei quali almeno quattro memorabili. Pieni di simboli, metafore, eleganti allusioni, immagini fulminanti. Racconti apparentemente slegati tra loro, ma tra i quali via via si disvelano connessioni, richiami reciproci, legami profondi. Il ragazzino che scrive le lettere con cui si apre Vite dei poeti lo ritroviamo nella splendida title track (un pezzo di bravura che andrebbe mostrato a tutti gli aspiranti scrittori per dar loro la misura della loro inadeguatezza) ormai scrittore di mezza età inserito a pieno titolo nell’ambiente accademico, impegnato in un flusso di coscienza straripante sui temi del matrimonio, del sesso, della felicità, della letteratura. E chissà che il bambino tradito e quello annegato, la giovane maestra di provincia, il marito alla deriva e gli homeless degli altri racconti non siano parte di un flusso di coscienza parallelo. Di Jonathan. Nostro. Di questo porco mondo.



 

 

 

 
 
 
 

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