Viva la musica!

Viva la musica!
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“Musica che mi conosci, musica che m’incoraggi, che mi fai vento o mi copri, abbiamo stretto un patto. Io sono quella che ti diffonde, che apre le porte e dà il ritmo, quella che comunica nelle valli la notizia della tua unione e della tua allegria eccezionale (...) fa’ in modo che il mio atteggiamento confonda la gente e la distragga: io faccio scintillare e affievolire il tuo spirito...”. Questa è María del Carmen: giovane, esuberante e soprattutto biondissima, proveniente da una famiglia benestante di Cali, Colombia. Siamo negli anni settanta, epoca di rivoluzioni culturali in tutto il mondo e la città di Cali non è immune da quest’ansia di modernità che sembra impregnare l’aria e i gesti dei giovani. Una città visitata da americani in cerca di droghe a buon prezzo e popolata da una gioventù il più delle volte marginata, dimenticata da un governo apatico. María è esponente e portatrice di questo cambiamento:  lascia gli studi, odia essere considerata borghese e decide di vivere cogliendo l’attimo e servendo la musica, sua unica ragione di vita. In questo suo rifiuto delle regole della società a cui appartiene, María si circonderà di amici e amanti dai destini tragici, si immergerà nel mondo psichedelico delle notti sempre più lunghe della città e vivrà al limite. Ama il rock, ma quando scopre la salsa la sua vita cambierà. Comincerà a spostarsi verso sud, seguendo il ritmo sempre più incalzante della musica, dove l’aspettano la violenza e la perdizione, senza comunque perdere la travolgente vitalità che l’ha resa famosa...
Viva la musica! è l’unico romanzo di Andrés Caicedo, scrittore colombiano suicidatosi nel 1977, all’età di 25 anni, dopo aver ricevuto la prima copia stampata del libro. Autore di numerosi racconti, piece teatrali, saggi, Caicedo crea per noi un personaggio indimenticabile: María del Carmen, un’eroina della musica,  una ragazza che ha provato tutto quello che c’è da provare e che si abbandona consapevolmente-quasi fosse una missione dettata dalla dea musica-agli eccessi e al delirio. Un personaggio affascinante che balla attraverso queste pagine e che si fonde con il ritmo incalzante della storia. La narrazione stessa sembra una canzone: sarà perché non ci sono capitoli, sarà perché Andrés Caicedo crea un linguaggio tutto suo,  ricco di neologismi, prendendo spunto dalla parlata in uso a Cali in quegli anni, dallo slang, dalle canzoni di salsa, sarà perché sono frequenti i riferimenti a titoli e testi di canzoni (utilissime quindi la discografia e le note al testo che troviamo alla fine del romanzo, per rintracciare ogni riferimento musicale).  Questo romanzo è “pura musica, vita, tragedia e morte”.  Se avete amato Bolaño, rivedrete in queste pagine un’eroina che potrebbe essere uscita dalla sua penna, e in ogni caso, come non innamorarsi di una María del Carmen che dice: “Che la notte ti sorrida quando le vai incontro: ecco il mio augurio. Io, da parte mia, posso farcela a vincere” ? 

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