Vivere per scrivere

Vivere per scrivere

1979. Tre giovani squattrinati in viaggio verso gli States, alla ricerca del “vecchio Buk”, il loro mito. Il primo, strampalato incontro, è, infatti, quello con Charles Bukowski: casa modesta, niente arie da superstar, donne e fiumi di birra. Alla timida domanda “perché e per chi scrive”, la risposta non è affatto scontata: perché viene naturale e perché ci guadagna. Il vecchio Buk è esattamente come speravano che fosse. Libri come partite di calcio, emozionanti come un gol ma quasi mai deludenti come una brutta partita. Nick Hornby diventa il Virgilio della letteratura, che invita a leggere per piacere e non per obbligo, concedendosi la libertà di interrompere la lettura di un libro non gradevole, come suggerisce Calvino. L’appartamento ordinato e ospitale di Martin Amis è quanto di più lontano si possa immaginare rispetto al gulag sovietico descritto nel suo romanzo più famoso, così come per tutti i suoi scritti pieni zeppi di atmosfere staliniane: contributo critico all’indagine storica. I tre autori sono solo l’inizio di una lunga carrellata di interviste alla ricerca del senso della scrittura e dell’incanto della lettura. Da Ian McEwan, a Frederick Forsyth, Zadie Smith, James G. Ballard, J.K. Rowling, Hilary Mantel, Michel Faber, Sophie Kinsella, William Boyd, Hanif Kureishi, Alan Bennett, Peter James, Paula Hawkins, Jonathan Coe, John Banville, Roddy Doyle, Catherine Dunne, Nathan Englander, Amos Oz, David Grossman. E non finisce qui…

Ci sono proprio tutti: scrittori contemporanei, pilastri della narrativa internazionale, riferimenti assoluti per chi ama leggere e ambisce a scrivere. Quaranta incontri e altrettanti modi di approcciarsi alla vita, quaranta stili e altrettanti mondi da raccontare, quaranta uomini che hanno fatto la storia della letteratura recente. Quaranta maestri. Consigli, trucchi del mestiere, passioni, tecniche e libri, tanti libri. Le citazioni ed i riferimenti ai romanzi degli scrittori intervistati, oltre che ai romanzi di riferimento per ciascuno di essi, sono un prezioso tesoro per chi non si accontenta dell’ultimo best seller sugli scaffali. Con uno stile giornalistico, asciutto e veloce, le interviste raccolte dal 1979 al 2017, raccontano lo spaccato di una generazione che ha (ancora) il ritmo e il sapore della carta stampata. Enrico Franceschini da sempre ha sognato di fare il giornalista e attraverso i suoi reportage come corrispondente all’estero de “la Repubblica” ha rivelato storie, descritto luoghi e persone, raccontato vite. Il prodotto di incontri in trent’anni di viaggi è Vivere per scrivere, un brillante ed appassionante lungo viaggio dentro le parole, dentro i romanzi, dentro le storie. Un viaggio dentro gli uomini e dentro l’Uomo. Dentro le storie e dentro la Storia.



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