Voglio vivere prima di morire

Voglio vivere prima di morire

Innamorarsi, dire a tutto sì per un giorno, provare qualche droga. No, non sono un mucchio di frasi senza senso, ma solo alcune delle cose presenti nella lista di Tess. Tess ha diciassette anni e convive con la leucemia da quando ne aveva tredici; una malattia infida, che le ha tolto le forze oltre all’affetto della madre, non abbastanza forte da restarle accanto. A prendersi cura di lei ci sono il padre, con la paura costante di sentirla morire tra le sue braccia, il fratellino Cal e Zoey, sua migliore amica da sempre. Ma dopo anni di cure che sembrano solo rimandare un momento inevitabile, Tess prende una decisione che sconvolge gli equilibri di chi le sta intorno: decide di morire per poter finalmente vivere. Rifiuta qualsiasi tipo di cura e decide, almeno per il tempo che le è rimasto, di comportarsi come una qualunque altra ragazza della sua età. Per farlo, stila una lista di cose da fare prima di morire e cerca con tutte le sue forze di compierla. Una serie di propositi che le si ritorce spesso contro, ma che la porterà a incontrare Adam e, a poco a poco, a innamorarsi di lui. Una corsa contro il tempo per chi di tempo non ne ha mai abbastanza, un inno alla vita e un’imprecazione a tutte quelle medicine che le succhiano via le energie, giusto per darle qualche giorno in più. Questo è Tess, ma non solo: c’è rabbia e giusto un briciolo di rassegnazione, ma soprattutto, c’è la voglia di vivere come una ragazza normale, senza essere trattata coi guanti solo a causa di una stupida malattia…

Potrei dire che Voglio vivere prima di morire è un romanzo promettente fin dalla prima pagina, ma mentirei. Siamo di fronte a uno di quei libri che ha bisogno di tempo per ingranare, ma che, quando lo fa, spazza via tutto il resto, travolgendo completamente il lettore. Lo stile non è ricercato, ma risulta assolutamente verosimile se pensiamo all’età di Tess e alla sua personalità. Una protagonista arrabbiata e con un buon motivo per esserlo, che non ha assolutamente voglia di andarsene, ma che è costretta a farlo. Lo stratagemma della lista (la cosiddetta “bucket list” è una realtà molto presente nell’immaginario collettivo anglosassone e negli ultimi anni è stata addirittura adottata come strategia palliativa in alcuni ospedali oncologici) mi è piaciuto molto, dei buoni propositi per chi l’anno nuovo non lo vedrà mai e ne è consapevole. La caratterizzazione dei diversi personaggi è molto ben fatta e un grande punto di forza del romanzo è costituito dalla serie di legami che spingono Tess ad andare avanti: la famiglia, l’amicizia e, infine, l’amore. Accantonate l’idea della povera ragazza malata, perché la protagonista di questo libro è ben lontana da questa immagine: Tess, infatti, non è solo la sua malattia, ma carne viva, risposte acide, voglia di fare. È affamata di tutte quelle sensazioni che vedeva solo attraverso la vita degli altri. Condensa la rabbia cieca tipica di un adolescente che pretende delle spiegazioni e la paura di una bambina che si aggrappa con tutte le sue forze a chi le sta intorno. In questo romanzo di formazione il lettore segue la crescita di Tess, una specie di percorso che parte dalla furia e termina con l’accettazione. Un buon libro che avrebbe potuto essere scritto forse meglio, ma che vale comunque la pena leggere.



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