Voli separati

Voli separati

Il motivo per cui Beth e Lee viaggiano su voli separati atterrisce per la sua pragmaticità: qualora dovesse cadere un aereo, i figli avrebbero almeno ancora un genitore vivo e, cosa non ininfluente, una assicurazione sulla vita da riscuotere. Non c’è spazio per il romanticismo e per la vita che avrebbe voluto vivere Beth, c’è spazio invece per il gin tonic e la birra (no, non riesce più a bere solo dopo il tramonto) e per la paura di aver già perso le due figlie, Peggy ed Helen (una già sposata e con due figli, l’altra all’ultimo anno prima dell’università). L’infelicità di Beth allunga le sue ombre e le proietta nello sguardo di Helen e in quello di Peggy, e lei avrebbe solo voluto proteggerle dal futuro, averle messe in guardia, raccomandando loro di scegliere, di non farsi scegliere, di non vivere per sposarsi, avere i figli e finire come lei. Alcolizzata, con un marito che detesta e che sogna di tradire tutte le notti… Peter passa ventitré ore al giorno a riprendersi da quell’ora in cui a volte affonda. Peter con i disegni dei suoi figli lontani (un sole sorridente, un autoritratto della sua bambina alla finestra) che non può permettersi più di guardare, che non riesce neanche a scendere i tre gradini che lo porterebbero in salvo, fuori dalla casa, lontano da quei demoni che (lui lo sa) lo aspettano anche sul sedile posteriore della macchina. Infine, la storia di due coppie infelici, per la bellezza di ben 4 vite rovinate…

Il disertore, Il dottore, Nella mia vita, Se conoscessero Yvonne, Affondando, Miranda sulla valle, Voli separati, Non abitiamo più qui (quest’ultimo edito già nel 2009 da Mattioli 1885 ma reinserito “per completezza” dall’editore anche in questa raccolta): disposti in ordine crescente per numero di pagine, si parte da veri e propri racconti brevi per poi approdare a una forma di narrazione più lunga e articolata, anche se l’autore dirà di scrivere sempre con Čechov appoggiato sulla spalla. Ora, chiunque conosca la biografia di Dubus (educazione cattolica, una serie di matrimoni fallimentari, la grande passione per il gin, l’incidente e la sedia a rotelle) e collochi i suoi racconti nell’epoca in cui sono ambientati (agli albori della rivoluzione sessuale, quando ai confini della morale comune c’era una terra inesplorata in cui nessuno si sentiva più al riparo) non farà fatica a comprenderne la genesi. Ma quando scrisse Voli separati, Dubus aveva solo 39 anni e due gambe per camminare. Ma non per questo era meno consapevole che il mondo era fatto di incontri che “sono tutti addii, fin dal primo ciao come stai?”. Per questo non si riesce a tenerli a distanza di sicurezza i racconti di Dubus, per questo non ti lasciano scampo, perché ti raccontano che sei fragile, esposto e che hai paura del buio. Anche da grande.



 

 

 

 
 
 
 

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