Walden ovvero vita nei boschi

Due sono gli anni in cui Henry David Thoreau si allontana dalla civiltà, dal 4 luglio 1845 al 6 settembre 1847. Walden, il nome del lago su cui è costruita la capanna che ospiterà il filosofo, è anche il titolo del diario di questi anni passati nella natura selvaggia. Obiettivo:  cercare la conciliazione tra natura e cultura, risoltasi in fondo solo con Adorno, attraverso la visione dell'uomo come artefice del proprio destino dipendente da sensazioni ed emozioni più che da ragioni ed argomenti. Thoreau descrive, con un gusto quasi maniacale per il dettaglio, la propria vita - soprattutto negli ambiti naturalistici - soffermandosi sul suo amore incondizionato per il lago e della zona in cui soggiornava grazie al terreno concessogli dall'amico e filosofo Emerson. Si tratta, innanzitutto e perlopiù, di una prova di sopravvivenza alla civiltà oppressiva e, insieme, una testimonianza per l'umanità tutta: si può vivere in modo autentico solo in condizioni di povertà materiale e nel rapporto con la natura e con gli animali, l'altro da noi da cui comunque deriviamo; possiamo trarre la maggiore delle felicità imparando che le piccole cose sono “piccole” perché così si è scelto di chiamarle. Emblematico, entro quest'analisi, il passaggio forse più famoso di tutto il diario in cui Thoreau afferma di essere andato "nel mondo" perché desiderava vivere con saggezza, per affrontare da solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fosse capace di imparare quanto essa aveva da insegnargli, e per non scoprire, in punto di morte, che non era vissuto. Non voleva vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Voleva vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo, spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita. Un passaggio di estrema potenza sociale e valore filosofico in cui il ritorno alla natura coincide con il vivere davvero...
Un classico senza tempo del pensiero libertario ed individualista. Poche pagine che sconvolgono completamente il modo di pensare la natura ed il nostro rapporto con essa verso un ripensamento complessivo della dimensione umana in questo mondo. Una rivoluzione morale, filosofica e politica che invita al vegetarianesimo, al rifiuto della tecnologia (ma non della tecnica), alla critica dello Stato e all'auspicio dello sviluppo di un'intelligenza critica tale da poter sognare l'autarchia ad occhi aperti. Un viaggio negli odori della natura fredda ed intensa del Massachussetts che avvicina, per quanto possibile, un nuovo futuro qui e ora. Un futuro senza nucleare, senza guerre e senza strutture di dominio dispotico in cui l'umano ritorni, finalmente, nel grembo della propria madre.

 

 

 

 
 
 
 

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