The Walking Dead

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Nell’autunno 2010 viene messa in onda la prima puntata di The Walking Dead negli Stati Uniti (da ora in poi TWD). Al netto di sette stagioni complete messe in onda e l’ottava che è di settimana in settimana sui nostri schermi in contemporanea con gli USA, TWD è, assieme a Games of Thrones, la serie tv più vista negli ultimi anni con un successo planetario inaspettato per lo show realizzato dalla rete statunitense AMC e distribuito dal colosso Fox. Cosa piace agli spettatori? Cosa ci fa restare incollati ai nostri schermi di settimana in settimana o a compiere “maratone” per recuperare le puntate perse? La trama è tratta dal fumetto di Robert Kirkman: Rick Grames si sveglia dopo un brutto coma ad Atlanta e tutto il mondo attorno a se è cambiato. Ci sono gli “zombie” – uomini e donne infettati da non si sa quale virus – che attaccano le persone. Rick vuole recuperare la sua famiglia. Ci riuscirà e si troverà a vivere con altra gente sopravvissuta come lui. La serie diventa stagione dopo stagione sempre più complessa. Non si tratta solo di Rick e della sua famiglia. C’è Andrea, Michonne, Tara, Morgan, Daryl, Negan, solo per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Nemici e amici che combattono, amano, soffrono, le cui vicende appassionano un intero pianeta. Ci sono forum su cui si discute dei particolari di ogni messa in onda, videogame che riproducono il mondo di TWD, fumetti. Mai nessuna serie è stata così “trasversale”…

Dom Holdaway e Massimo Scaglioni sono docenti presso Università italiane e straniere e lavorano nell’ambito dei Film and Media Studies. Il loro saggio è un lavoro dettagliato e estremamente interessante su The Walking Dead, serie notissima e di culto anche nel nostro Paese. Si parla di come un prodotto televisivo riesca a coinvolgere più generi (fumetti, videogiochi) e a coinvolgere milioni di persone che molto appassionatamene discutono della trama, dei risvolti, criticano gli sceneggiatori, amano o odiano un determinato personaggio. TWD è un mondo vastissimo. C’è anche una serie tv che è il suo “spin off”: Fear the Walking Dead. Nella serie americana ci sono spunti di riflessione che hanno a che fare con la politica, con lo sviluppo di una nuova e diversa società, con il modo di integrarsi. Si creano comunità che collaborano o che lottano tra loro, si accoglie o si rifiuta qualcuno. Siamo “solo” in una serie tv ma i parallelismi con il mondo reale e con i problemi che ogni giorno affrontiamo sono immediati. TWD appassiona e tiene incollati gli spettatori. I protagonisti cambiano (alcuni, purtroppo, muoiono), crescono caratterialmente, si trasformano seguendo il loro processo interiore. Dom Holdaway e Massimo Scaglioni ci fanno luce su un mondo che non conosciamo, ci prospettano punti di vista diversi, ci fanno notare particolari che, nel corso degli anni e delle stagioni, avevamo considerato irrilevanti. Nulla è lasciato al caso. E chi lo guarda con disattenzione si perde tanto. TWD non è solo intrattenimento ed effetti speciali (ci sono anche quelli, sia chiaro) è un prodotto più complesso, che supera l’ambito ristretto delle serie tv. Una lettura, quella di questo saggio, fondamentale per gli appassionati e utile per chi vuole conoscere meglio TWD (attenzione solo agli spoiler se non avete visto almeno le sette stagioni pregresse).



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