Wolf ‒ La ragazza che sfidò il destino

Wolf ‒ La ragazza che sfidò il destino
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Stridore metallico di ruote, puzza asfissiante, urla agghiaccianti di chi ha perso ogni speranza. E poi aghi, e ancora aghi che come spine velenose le si insinuano sottopelle, iniettandole un acido che corrode persino l’anima. Questi sono i ricordi di Yael prima di essere quella che è, una bambina di sei anni deportata come bestiame insieme a sua madre in un campo di sterminio. E poi il ghigno freddo del dottor Geyer, che ha scelto proprio lei: da quel 1944 Yael entra a far parte dell’Esperimento 85. Di quell’oscurità, oggi che ha diciassette anni, le restano addosso i cinque lupi tatuati a nascondere il suo numero di serie, cinque creature ammantate di notte a ricordarle i suoi cari persi e la missione che deve compiere, Babushka, mamma, Miriam, Aron-Klaus e Vlad. Yael è speciale, non è come gli altri non più da quando l’Angelo della Morte ha iniziato a usarla come cavia, ma quel dolore adesso è la sua forza, le permette di mutare aspetto indossando una nuova pelle come fosse un vestito. Yael può essere chiunque persino Adele Wolfe, l’unica vincitrice donna del pericoloso Tour dell’Asse che si corre ogni anno, da Germania a Tokyo in motocicletta, fino al ballo del vincitore in presenza del Fürher in persona. È lì che il suo essere speciale deve portarla, tra le grinfie del mostro, per ucciderlo…

 

 

Cosa sarebbe successo se la Germania avesse vinto la Seconda guerra mondiale? Quante volte ce lo siamo chiesti tirando un sospiro di sollievo al pensiero che così non è andata. Ryan Graudin va oltre, recupera teorie e teorie su un passato alternativo e rispolvera una pagina di storia che qualcuno vuole seppellire ma inevitabilmente a ogni sussulto razzista riemerge; immagina un universo parallelo in cui i “cattivi” hanno vinto e il bene soccombe. Nel mondo del Terzo Reich tedeschi e giapponesi si sono sparititi il pianeta: ai primi l’occidente, agli altri l’oriente, con buona pace degli Stati Uniti rimasti neutrali, dei superstiti comunisti isolati tra le steppe e dei codardi fascisti orfani di Mussolini e ora occupati dagli ex alleati. L’unica speranza poggia sulle fragili spalle di una sopravvissuta all’Olocausto, Yael dai mille volti che del suo non ricorda nulla, Yael che deve vincere una corsa spietata per poter avvicinare il male in persona e riportare la speranza perduta in quel 1956. La giovane scrittrice di Charleston ha fatto centro al primo colpo, il primo capitolo della sua serie ucronica è fibrillante, ambizioso e degno di una spy story che usa i meccanismi del fanta-thriller. Wolf riesce a essere esplosivo e inatteso come un colpo di fucile alla tempia, sarebbe un peccato non leggerlo.



 

 

 

 
 
 
 

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