Wonder Boys

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Grady Tripp è venuto all’aeroporto di Pittsburgh a prendere il suo amico Terry Crabtree, che arriva da New York. Ha fatto in modo che lo invitassero al “WordFest”, l’annuale affollatissimo seminario organizzato dal college locale per studenti e aspiranti scrittori, come relatore. Il minimo che potesse fare per un amico, per giunta un amico che gli ha fatto ottenere un congruo anticipo dalla casa editrice per cui lavora, la Bartizan, per il suo quarto romanzo, Wonder Boys, allo stato attuale un elefantiaco manoscritto di 2611 pagine riscritto già una mezza dozzina di volte ma ancora senza capo né coda. Grady è arrivato con mezz’ora di anticipo per gustarsi una canna nel parcheggio ascoltando Ahmad Jamal all’autoradio e rimuginando sulla sua amicizia con Terry. A unirli già dai tempi del college era stata la passione per August Van Zorn, al secolo Albert Vetch, un semisconosciuto scrittore di racconti gotici “alla maniera di Lovecraft” che si era suicidato dopo una vita costellata di tragedie e che è profondamente legato al passato di Tripp perché ha vissuto gli ultimi anni della sua vita nella pensione di sua nonna (era stato proprio Grady da ragazzino a scoprire il corpo senza vita dello scrittore portandogli il pranzo in camera). Arriva Crabtree, con una valigetta di tela e un porta-abiti appoggiato ad un braccio. Al suo fianco quella che ha tutta l’aria di un trans, tacco 12, soprabito rosso e sorriso smagliante: dice di chiamarsi Antonia Stoviak, ed è una creatura non priva di fascino. Viene quindi invitata anche lei al ricevimento inaugurale del WordFest, che si tiene la sera stessa in casa di Walter Gaskell, direttore del Dipartimento di Inglese del college e marito di Sara, rettore del college e amante di Grady da anni. L’affollato party è l’occasione per i due amanti di comunicarsi due importanti notizie: la prima è che Emily, la terza moglie di Grady, lo ha lasciato. La seconda è che Sara aspetta un bambino da lui…

Scritto nel 1995 a partire da uno spunto autobiografico – le grandi difficoltà di Michael Chabon nel completare il suo Fountain City, un romanzo sulla costruzione del “campo da baseball perfetto” in Florida – Wonder Boys è uno scanzonato dietro le quinte del mondo accademico ed editoriale statunitense La figura di Grady Tripp è dichiaratamente ispirata a Chuck Kinder, professore di Chabon alla University of Pittsburgh, che nei primi anni ’80 era diventato una barzelletta nell’ambiente per il suo infinito lavoro sul manoscritto del suo romanzo ispirato alla sua amicizia con Raymond Carver, più di 3000 pagine. L’elegantissimo stile di Chabon non è una sorpresa per il lettore, che forse però sarà colpito dalla sua palese indulgenza per il cronico infantilismo del protagonista, “adultero per definizione” e innamorato delle droghe leggere come un sedicenne. La proverbiale passione per i fumetti di super-eroi dell’autore emerge anche in un contesto apparentemente così lontano: per dirne una, l’agenzia pubblicitaria per cui lavora la moglie di Grady Tripp si chiama “Richards, Reed & Associates” ed è situata nel Baxter Building, per non parlare dei due colleghi che si chiamano Susan e Ben. Tre palesi riferimenti alla saga dei Fantastici Quattro, per i pochi sciagurati che non ci fossero arrivati da soli. La storia è stata portata sul grande schermo nel 2000 da Curtis Hanson: nel cast Michael Douglas, Frances McDormand, Robert Downey jr. e Tobey Maguire.



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