Z – L’orgia del potere

Z – L’orgia del potere

Grecia, anni ’60. “L’apparizione della peronospora si previene irrorando i vigneti con una soluzione di solfato di rame. Le preparazioni classiche sono la miscela bordolese e la miscela borgognona”. Il Generale ascolta annoiato la relazione del segretario di Stato all’Agricoltura sulla lotta a questa fastidiosissima malattia della vite, che minaccia di ridurre la produzione di uva anno dopo anno. Terminato l’intervento del segretario, il Generale può finalmente prendere la parola: “Proprio come la peronospora, il comunismo deve essere combattuto preventivamente; come la peronospora il comunismo è un processo morboso causato da diversi agenti parassiti. E come l’irrorazione delle viti in tre fasi riesce a prevenire l’invasione della peronospora, è indispensabile irrorare gli uomini con miscele appropriate. In questo caso le scuole costituiscono il primo gradino, e cioè quando i germogli ancora non hanno raggiunto la lunghezza da dodici a quindici centimetri, per parafrasare il linguaggio del Ministro. La seconda irrorazione ha luogo poco prima o poco dopo la fioritura. Si tratta evidentemente degli studenti, degli operai, dei giovani che hanno problemi. Se questa irrorazione riesce, è molto difficile, per non dire impossibile, che l’infezione della peronospora comunista si estenda e faccia appassire con la sua azione corrosiva l’albero sacro della libertà ellenica. La terza e ultima irrorazione deve essere fatta un mese più tardi, ci ha detto il signor Ministro. Sostituite all’intervallo di un mese, un intervallo di cinque anni e constaterete che la regola in questo caso rimane assolutamente valida”…

Lucidissimo esempio di romanzo-inchiesta, Z – L’orgia del potere di Vassilis Vassilikos prende le mosse dall’uccisione del deputato dell’EDA (Sinistra Democratica Unita) Grigoris Lambrakis, ex atleta, stimato ginecologo e politico tanto amato dai suoi sostenitori quanto odiato dai suoi detrattori. Lambrakis, colpito a morte il 22 maggio 1963 e deceduto pochi giorni dopo in ospedale, diverrà emblema dell’ingerenza violenta delle forze di estrema destra nell’ambito dell’attività politica della Grecia negli anni ’60, ingerenza che sfocerà nel colpo di stato del 21 aprile 1967, data d’inizio della dittatura dei colonnelli, regime autoritario che governerà col pugno di ferro e la repressione fino al 1974. La prosa di Vassilikos, al di là della cura formale e della scrupolosità giornalistica, non può non far trasparire l’indignazione di un uomo che sa a cosa sta andando incontro per denunciare agli occhi del mondo la situazione tragica in cui versa il proprio Paese. Egli infatti, al pari di altri “dissidenti”, verrà esiliato proprio per aver scritto quest’opera, la cui prima edizione è datata 1966. La costruzione tentacolare di questo romanzo-verità, articolato in cinque macrocapitoli, mostra la ramificata e permeante realtà di un antistato che, appoggiandosi a un governo già di per sé anticomunista e marcatamente orientato a destra, potrà gettare i semi per un golpe che di lì a poco farà scendere l’ombra della dittatura sulla Grecia. Lambrakis, dipinto ai limiti dell’agiografia come un autentico campione di humanitas e gagliardia politica, non è solo vittima di questo antistato violento di cui le istituzioni pensano ingenuamente di potersi servire, ma è doppiamente vittima nel momento in cui responsabili e mandanti del suo omicidio vengono dapprima condannati a pene lievi e, successivamente, amnistiati. Il clima di minaccia strisciante e pericolosa si avverte pagina dopo pagina, fra un’intimidazione sussurrata a mezza bocca da un funzionario pubblico e una folla sempre pronta a lasciarsi travolgere dagli istinti più bassi e biechi in nome di un qualche presunto nemico da combattere. Da questa opera è stato tratto il film Z.- L’orgia del potere di Costa-Gavras, premiato con l’Oscar per il miglior film straniero, che ha amplificato il successo internazionale del libro. Ultima annotazione: Lambrakis non viene mai direttamente nominato, ma viene indicato con la lettera Z, che in greco si pronuncia ζει e significa “Lui vive”, prendendo le mosse da alcune scritte commemorative che si facevano vedere un po’ per tutta la Grecia a sottolineare che, pur avendo ucciso l’uomo, non ne erano certo state uccise le idee e la memoria.



 

 

 

 
 
 
 

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