Zelda

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Montgomery, giugno 1918. Zelda Sayre è una giovane celebrità nella sua sonnolenta cittadina dell’Alabama, non solo per il passato glorioso della sua famiglia ma soprattutto per la condotta poco ortodossa che la ragazza tiene in pubblico. Abituata agli agi e ai privilegi fin dalla più tenera età, le sembra uno spreco non sfruttare la giovinezza per divertirsi e cogliere il meglio che la vita ha da offrirle. La figlia più piccola e ribelle del “giudice” non riesce mai a stare ferma e composta, come è giusto aspettarsi da una ragazza ormai cresciuta. Anche il solo indossare calze e scarpe le crea fastidio, a lei che si sente una figlia del nuovo secolo sembra che indossare indumenti come corsetti, busti e sottogonne sia un vero tormento. Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, la Grande Guerra infuria, ma il tumulto dei cannoni non arriva fino alle orecchie di una giovane emancipata e spensierata come Zelda. Se si accorge della mobilitazione dei giovani figli del Paese, è solo perché dai vicini Camp Sheridan e Taylor Fields sono numerosi gli ufficiali che si riversano nel Country Club di Montgomery. Zelda ama il nuoto e la danza, si sente pienamente appagata quando riesce ad eseguire un fouetté in più e va a dormire serena se riesce a ballare per tutta la notte. Come potrebbe, una ragazza così moderna e disinibita, non affascinare il tenente Francis Scott Fitzgerald, appena arrivato al Sud da Princeton?

Questo libro racconta una delle storie più romantiche e tormentate del secolo scorso, una storia che sembra un romanzo, ma che in realtà ci descrive, grazie al punto di vista della protagonista, la vita famigliare della coppia più chiacchierata nella storia della letteratura mondiale. Mai prima di allora ‒ e con una certa sicurezza mai dopo di allora ‒ vita e creazione letteraria sono state più vicine. Impariamo a conoscere Fitzgerald con gli occhi della moglie, ne scopriamo debolezze, insicurezze e insofferenze. Lo sguardo di Zelda il più delle volte è impietoso nei confronti del marito e, proprio per questo, lo vediamo finalmente come la persona che era, liberato dall’aura di scrittore. Zelda ci invita a guardare meglio sussurrandoci: “Non siamo mai stati come apparivamo”. Da lettori conosciamo la vita di Scott e Zelda grazie alle numerose lettere che si scambiavano, ma soprattutto grazie ai romanzi di Scott, che metteva su carta la sua stessa vita. Therese Anne Fowler proprio da questo materiale inizia il suo viaggio, scrivendo un’opera di fantasia, ma attenendosi il più possibile alla verità dei documenti storici. L’autrice riesce a dare voce, in maniera magistrale, alla “metà bella della coppia d’oro”, una voce vibrante e che sembra voler urlare, pagina dopo pagina, “Ci sono anch’io!”. Ed ecco che dopo i primi caotici mesi passati a New York e dopo il trasferimento in Europa i due coniugi crescono insieme, una crescita sia personale che letteraria. E sarà proprio in Europa che la vita, come l’ultimo valzer di Zelda, sembra di volta in volta allontanarli e avvicinarli, ma non riuscirà mai a separarli veramente.



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