Zombie al cinema

Zombie al cinema
L’isola degli zombie è un titolo che ai più non dirà niente, eppure è il primo film della storia sui morti viventi. Era il 1932 e Bela Lugosi, star del tempo, interpreta lo stregone Legendre, che nell’isola di Haiti usa il suo potere per risvegliare un esercito di zombie. Le origini dei non morti sono infatti caraibiche, legate alle pratiche voodoo portate degli schiavi africani. Negli anni la figura dello zombie si è diversificata sempre di più dal modello iniziale, diventando una creatura affamata di carne umana, mutata perché contagiato dalla radiazioni, risvegliata dagli alieni o ancora perché morsa da un altro infetto. Eppure la nostra immaginazione rimane strettamente legata al 1968, a quando George Romero portò sugli schermi La notte dei morti viventi, un film a basso costo cha ha cambiato per sempre il cinema horror, cancellando tutte le declinazioni precedenti del genere zombie. La notte dei morti viventi arrivava a poca distanza dal romanzo di Matheson Io sono leggenda, e come Matheson anche Romero diede voce alla paura della disgregazione sociale: da predatore l’uomo diventava preda e, abbandonando l’happy end di rito degli anni ‘50 e ‘60, nessuna autorità arrivava a portare la salvezza. Da allora gli zombie ne hanno fatta di strada, in una sperimentazione di generi che va dagli zombie-indemoniati del mockumentary [Rec] alla commedia di Benvenuti a Zombieland (probabilmente la miglior commedia zombie mai girata)…
Zombie al cinema è miglior saggio che si possa trovare sull’argomento. Dividendo la produzione per decadi, dal ‘30-‘39 a oggi, Caputo compie un’analisi accurata dal punto di vista cinematografico, rendendo conto di ogni evoluzione, degli aspetti tecnici dei film e delle contaminazioni di genere. Ma Zombie al cinema non si ferma solo al grande schermo, traccia una storia che include la religione, la politica, la letteratura, la cultura popolare dei fumetti e dei videogame… gli zombie si sono (quasi letteralmente) cibati di tutto questo, plasmandosi negli anni secondo il bisogno della società di esorcizzare un certo tipo di paure. Caputo riesce magnificamente nella non facile impresa di raccontare questo processo culturale, restituendo lo zombie nella sua interezza di archetipo e non solo di fantoccio cinematografico. Purtroppo il libro è disponibile solo in ebook, ma vale molto di più del prezzo di copertina. Assolutamente consigliato.

 

 

 

 
 
 
 
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