Zombie story e altri racconti

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“Li chiamavamo submorti, e per noi erano più o meno una barzelletta”. Lenti, goffi, stupidi, puzzolenti: per i raffinati vampiri, che dall’alba del tempo vivono accanto ai “diurni” nutrendosi del loro sangue, gli zombie sono poco più che l’oggetto di oziose conversazioni notturne. Ma quando anche nelle enclave più remote dell’Australia o dell’Asia l’invasione dei non morti diventa una minaccia concreta, quando si comincia a capire che gli umani stavolta non “se la caveranno come fanno sempre” e rischiano davvero l’estinzione, allora una strana inquietudine comincia a serpeggiare nei vampiri più avveduti. All’iniziale giubilo per il crollo delle reti di comunicazione globali, che negli ultimi decenni avevano rappresentato un grave fastidio per l’attività dei vampiri, alle “notti della gloria” in cui gli umani isolati e deboli per l’assedio degli zombie venivano predati a centinaia, seguono riflessioni e consultazioni preoccupate. Forse per i vampiri, dopo millenni, è venuto il momento di scendere in campo al fianco dei “diurni”…
Qualcuno potrebbe definirla un’operazione editoriale opportunistica e commerciale, il tentativo di sfruttare il successo di Max Brooks e del suo immenso World War Z, di battere il ferro finché è caldo. Per noi è una benedizione. Come definire diversamente la possibilità di leggere un piccolo capolavoro come La Parata degli Estinti (recentemente peraltro uscito in versione a fumetti, e in odore di riduzione televisiva), il sinistro gioiello ipergore che racconta l’inarrestabile marcia degli zombie dal punto di vista neutrale ma non troppo dei vampiri che convivono nell’ombra accanto al genere umano e alla fine – dopo mille dibattiti, indecisioni e ripensamenti - decidono di scendere in battaglia a fianco delle loro prede di sempre per difendere la catena alimentare? Completano il quadro tre frammenti “scartati” da World War Z, come nei contenuti speciali di un dvd collector’s edition (e in quest’ottica ci sarebbe stata come il cacio sui maccheroni una bella intervista all’autore). Unico appunto: il libro si intitola Zombie story e altri racconti, ma contiene solo gli “altri racconti”. Ah, e l’estensore della IV di copertina che parla di “affreschi pulp” (!!!) meriterebbe di finire in bocca a un non morto.

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