Zuleika apre gli occhi

Zuleika apre gli occhi
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Anni Trenta. Zuleika è simile a Cenerentola, obbligata com’è ai lavori di casa, anche i più umili, ad andare nella foresta a fare legna, a portare grossi pesi, a occuparsi del mantenimento delle scorte alimentari, del controllo e della cura della mucca e della cavalla con il suo puledro. Non solo, ma anche nell’essere oggetto continuo di insulti, urla e sgridate, botte. A differenza di Cenerentola, però, Zuleika è vessata da una suocera che la chiama “gallina scema” tanto spesso che lei quasi se ne convince e da un marito forte fisicamente, ma in realtà molto bambino e dipendente, in tutto e per tutto, da sua madre. Gli eventi della sua vita da sposata la convincono che sua suocera ha ragione: è maldestra, perde tutte le sue creature subito dopo averle date alla luce e ormai, in un angolo della foresta, è arrivata a mettere insieme quattro tombe delle sue figlie, tutte femmine. In più un forte senso religioso la costringe a limitarsi, imponendosi un “È peccato”, nel rispetto di Allah e cercando di tenersi buoni tutti gli spiriti. Dei suoi trenta anni, la metà li ha passati a fianco di Murtaza, che nonostante tutto pensa sia un buon marito per le tante cose che sa fare e che costruisce in casa e nella casa della madre di lui, che vive lì a fianco, una donna bugiarda e senza cuore che lei chiama la “Vampira”. Un giorno bussano alla finestra, tre colpi brevi, due lunghi. Èil primo segnale: requisizioni e deportazioni stanno arrivando anche in quello sperduto angolo di Russia…

Indiscutibilmente un grande esordio per la scrittrice Guzel’ Jachina, quarantenne nata a Kazan, capitale del Tatarstan, una repubblica della Federazione russa. Non è un caso, infatti, che questa sua opera prima, che è stata tradotta in quasi tutte le lingue del mondo, nel suo Paese abbia vinto numerosi e prestigiosi premi. La mano di chi ha dimestichezza con la scrittura è piuttosto evidente: giornalista e sceneggiatrice, se è vero che in molti eventi si è ispirata alla storia della sua nonna materna è altrettanto vero che ha verificato e approfondito situazioni, Storia e storie, non lasciando niente al caso, nemmeno la più piccola descrizione. Tutto per arrivare a una conclusione che ristabilisce le sorti dei buoni sentimenti umani. Anzi, c’è un momento del libro in cui si parla di un affresco con quattro figure umane: un medico in camice bianco, un soldato muscoloso, un agronomo e una madre con un bambino in grembo. Ecco è proprio intorno a queste persone che si snoda la vicenda, ognuno importante a modo suo e per quanto di sua competenza. Ma ancora più determinante è la risposta che l’autore del dipinto dà a chi gli chiede se i quattro stiano cercando qualcosa che non c’è: “Ti sbagli - dice - si cercano gli uni con gli altri”.

LEGGI L’INTERVISTA A GUZEL’ JACHINA



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER