Metti un libro nella calza. Qualche suggerimento per la Befana

Metti un libro nella calza. Qualche suggerimento per la Befana
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Un libro infilato in una calza, un calzino di quelli trasparenti di papà che quasi si legge il titolo. Un altro sotto la tazzina di caffè, buttato giù in fretta e furia qualche ora prima. Un paio poggiati sui fornelli con i margini sporchi di carbone, e caramelle e mandarini tutto intorno. Ecco, me la immagino così la mattina del 6 gennaio, dopo la visita della vecchina con le scarpe tutte rotte e le toppe alla sottana, con un carico di bei libri per tutti i bambini del mondo, buoni, meno buoni, cattivi, perfidi, malefici, infernali. Allora, cara Befana, eccoti un po' di consigli, casomai ne avessi bisogno...

Il colore degli animali


Cominciamo con la collana Kite “Primi voli”, ideata e realizzata da uno degli illustratori più interessanti degli ultimi anni. Alessandro Sanna accompagna i bambini in età prescolare (dalla nascita in poi) nel mondo dei colori primari, secondari e complementari attraverso albi curatissimi e affogati nei pennelli in cui le storie di animali-colore raccontano senza parole, in un carosello di accostamenti, unioni e fusioni (per ora sono usciti i primi due titoli, Giallo gufo e cielo grigio e Giallo rosso blu e se mi arrabbio grigio). Continuiamo con un'altra collana fondata sul binomio colori-animali, “I bohemini”, ultima nata di casa bohem press, una serie di libricini per i piccolissimi (0-3 anni), praticamente tascabili, cartonati dalla prima all'ultima pagina, realizzati con la solita eleganza cromatica dal grande Eric Battut che ad ogni albo ha assegnato un diverso colore di fondo. Lupo Baldo (giallo acceso) è un buffo lupacchiotto nero che fa i conti con la paura del diverso (per quanto innocuo possa apparire) finché le braccia della mamma non gli restituiscono il coraggio che aveva perso per strada. Nell'ossimorico Lindo Porcello (rosso chiaro) invece, un maialino tenero e grassottello, lavato e profumato gioca a inzaccherarsi in tutti modi possibili per il solo gusto di tirarsi di nuovo a lucido e ricominciare daccapo, nella più classica delle storie circolari. Quanto a circolarità, non scherza nemmeno Mangia che ti mangio, magnifico albo di Iela Mari riedito recentemente da Babalibri, in occasione della mostra dedicata alla celebre illustratrice. Il libro, di grande impatto visivo, propone una sequenza muta e ininterrotta di animali che, attraversando le pagine, sono ora vittime ora carnefici nell'eterna giostra cacciatore-preda che regola le cose tra le bestie (e non soltanto...). Nella Zebra Camilla degli spagnoli Marisa Nùnez e Oscar Villan tornano i testi ad affiancare le illustrazioni ma siamo sempre alle prese con una questione di colori. La protagonista, denudata delle sue strisce bicromatiche da un vento dispettoso, si dispera ma la solidarietà di animali ben più “cromatici” di lei le donerà un nuovo aspetto variopinto. Un bell'albo dalla stralunata leggerezza, in perfetto stile Kalandraka. Chiudiamo con uno dei titoli più interessanti dell'anno, La casa sull'albero (Lemniscaat), meritatamente Bologna award 2010 per la fiction. Una coppia di orsi (uno bianco, l'altro bruno) prende possesso di una casa appollaiata su un albero, sospesa tra il cielo, il mare e la terra; col tempo quel luogo bizzarro si trasforma in un rifugio per tanti altri animali che si associano in un cordiale e anarchico anelito ai due orsi fondatori. Il tempo, le stagioni, la poesia dell'esistenza in un (altro) albo “muto”, di grande formato, realizzato dall'illustratrice olandese Marije Tolman, guarda caso, in collaborazione col padre Ronald, utilizzando una tecnica mista di grandissimo effetto (i colori in particolare sono stupefacenti).

Quando la realtà non basta

Viviamo una fase della storia segnata da sommovimenti planetari che sembrano preludere a grandi e imprevedibili cambiamenti ma lasciano però ai singoli soltanto la percezione di un profondo distacco dalla realtà e lo sgomento per la difficoltà di rintracciare una direzione o almeno una parvenza senso. Sarà un caso, ma di libri che si dividono tra i due poli del surreale e dell'assurdo quest'anno ne sono usciti un bel po'. A cominciare da Gli uccelli scritto e illustrato dal duo svizzero Germano Zullo e Albertine. Così convincente da far cambiare idea a quegli autarchici di Topipittori che hanno deciso di comprarlo invece di produrlo in casa come al solito, l'albo sembra il trattamento grafico di un cortometraggio della Pixar. Racconta con tratto ironico e lieve di un tenero autista di camion, di un piccolo uccello nero e delle conseguenze magiche di un'amicizia che sboccia: giocando con le prospettive e i colori, Zullo e Albertine scoprono il miracolo nel dettaglio e il surreale nel reale (indimenticabile il volo finale dei due protagonisti). “Ho imparato da Ungerer, Sendak e Gorey che non dovrebbero esserci limiti nella letteratura per bambini… Anche indecenza, impertinenza e brutalità ne fanno parte”. L'operazione del pluripremiato illustratore tedesco Nikolaus Heidelbach è riassunta in questa dichiarazione “oscenamente” sincera e Cosa fanno le bambine, pubblicato recentemente da Donzelli (seguirà a breve il gemello Cosa fanno i bambini), è un saggio esemplare di questa poetica. Le bambine di Heidelbach - mostrate nel rigoroso ordine alfabetico di un abbecedario un po' pretestuoso – si mostrano senza abbellimenti, colte nella vita quotidiana o (che è lo stesso) nelle escursioni negli sconcertanti mondi della loro immaginazione. Da regalare a bambini e adulti pronti ad affrontare cosa si nasconde dietro il sipario delle convenzioni. Da un libro che si muove al confine tra il surreale e l'assurdo, con Atak - mi raccomando il k... - e il suo Mondo Matto (orecchio acerbo) ci spostiamo più decisamente verso il secondo termine. Topi che inseguono gatti, pompieri alle prese con incendi d'acqua, cavalli che cavalcano fantini, treni per aria, elicotteri anfibi, favole al contrario, ... Con uno stile a metà tra Matisse e Rosseau, l'illustratore tedesco dipinge (senza l'ausilio di parole) le scene di un colorato mondo alla rovescia - con ironia, talento grafico e citazioni pop - in uno spettacolare e frastornante testacoda non-sense (adatto, incredibilmente, a tutte le età). Non poteva mancare in questa rassegna un divertente e riuscito sconfinamento di Eugène Ionesco nel campo della letteratura per l'infanzia, Racconti 1, 2, 3, 4 (Motta Junior). Le storie che compongono la raccolta (scritte negli anni Sessanta) sono proprio quelle che il grande scrittore rumeno raccontava alla figlia Marie-France quando era molto piccola. Dalle pagine - illustrate riccamente ed efficacemente da Etienne Delessert con un tratto alla Yellow Submarine - salta fuori un distillato poetico e giocoso del teatro dell'Assurdo ad usum bambini. La protagonista è la piccola Josette che assieme al suo papà vive avventure “quotidiane” sull'incerto confine che separa la fantasia dalla follia (anche linguistica). Confusamente umoristico e sottilmente istruttivo.

What remains of the rest


Per un fanatico delle “liste” come me è uno scacco non trovare una categoria per ospitare i libri che seguiranno, ma nonostante tutti gli sforzi non ho trovato di meglio che creare questo titolo contenitore nella lingua di Albione che più lo leggo, più mi piace. Quindi, in rigido ordine sparso... Perché in Italia il fantasy non riesce a scendere sotto quota 10 (intesi come anni)?, si è chiesta la casa editrice Il Castoro. È bastato fare un salto in Francia per trovare bell'è pronta la risposta nel riuscitissimo esperimento di Marie-Hélèn Delval (una veterana della letteratura per bambini) di costruire un'intera serie (“I draghi di Nalsarà”) dedicata ai piccoli lettori non ancora alle prese con problemi di peluria. Ben scritti e illustrati, questi volumetti sono capaci di ricreare con economia di mezzi e semplicità un mondo misterioso in cui il quotidiano e il meraviglioso si confondono e gli immancabili ingredienti del fantasy sono dosati e cucinati in modo nuovo. Per ora in libreria trovate i primi quattro titoli (Il terzo uovo, Il più vecchio dei dragonieri, Complotto a palazzo, La notte degli elusim) ma la collana promette otto nuove avventure in compagnia dei fratelli Cham e Nyne. Da Phaidon, Il topolino con gli occhi verdi e la topolina con gli occhi blu, un piccolo albo dell'illustratore e graphic designer americano Bob Gill (molto in voga dalle nostre parti) sul tema dell'amicizia e della paura, costruito con un essenziale bianco e nero attorno a due buchi colorati che fanno da occhi ai personaggi del libro. Melting pot e creatività in un libro elegantemente demodé. Infine un titolo che non ha fatto parlare molto di sé, Il catalogo segreto (Artebambini) scritto dalla siciliana Valeria Di Modica e illustrato dall'artista tedesca Anija Sedler. Catalogo incatalogabile di creature misteriose che entrano ed escono dalle fiabe di ogni tempo, un libro in cui perdersi, pieno di magia, che non somiglia a nessun altro.

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