La casa sfitta

La casa sfitta

Sophonisba è un’elegante signora inglese, con lo sguardo stanco posato su una vita segnata da vicende amare e dolori profondi. Da oltre dieci anni vive a Tunbridge Wells, nella stessa casa, con il suo fedele braccio destro Trottle e la sua cameriera. Ma ora il dottor Tower sentendole il polso le “prescrive” la necessità di nuovi stimoli e il trasferimento a Londra diviene la sua “cura”. Trottle viene mandato nella grande città alla ricerca di una sistemazione adeguata e il trasferimento avviene nel giro di poco tempo. La nuova casa è molto bella, come al solito Trottle ha fatto un ottimo lavoro. Eppure sarebbe stato meglio prendere un po’ più in considerazione la sua unica perplessità: quella casa sfitta fatiscente e misteriosa di fronte alla nuova abitazione, che diviene presto per l’anziana donna un incubo che condiziona le sue giornate e le lunghe notti insonni… Il signore e la signora Openshaw si trasferiscono a Londra lasciando la loro Manchester, l’avanzamento di carriera del bravo venditore richiede di risiedere nella metropoli, lo stipendio è senz’altro ottimo. Alice Openshaw è una donnina timida e introversa, difficile la sua vita fino ad allora, il matrimonio con il cugino, la scomparsa durante uno dei suoi lunghi viaggi come capitano di marina proprio mentre nasce la loro prima figlia. La durissima malattia della bimba, nata con una malformazione alla schiena, la matrigna che sperpera tutte le risorse economiche. Il secondo matrimonio col signor Openshaw e ora la nuova vita a Londra nella casa sfitta… E poi Robert Magsman, Toby per tutti fin da bambino, uomo di spettacolo. Anche lui ha abitato la casa sfitta e l’ha lasciata a causa di un nano…

Charles Dickens con la sua “creatività irrefrenabile”, “la prolificità illimitata della sua dilagante fantasia”, la sua amicizia con Adelaide Anne Procter, “la più grande poetessa dell’epoca vittoriana”, le schermaglie con la scrittrice Elizabeth Gaskell per la quale ha comunque un’ammirazione intensa e il profondo legame di amicizia con Wilkie Collins che sfocia in un importante sodalizio professionale conducono alla talentuosa creazione a quattro mani di The Haunted House, La casa sfitta, apparso per la prima volta nell’edizione natalizia del giornale “All the Year Round”, di proprietà dello stesso Dickens. A centocinquanta anni di distanza dalla scomparsa dell’indimenticabile autore de Le avventure di Oliver Twist, di David Copperfield e di Canto di Natale, Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci fanno riemergere dalle onde del tempo una perla di letteratura autentica, che nostalgicamente ci riporta in un’epoca in cui la scrittura era ancora un’arte.



 

 

 

 
 
 
 

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