Re in incognito

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1932, California. Freddie è un ragazzino per il quale finora la Grande Depressione è stata solo una parola, un'idea vaga, "qualcosa sugli affari che vanno male": passa le giornate tra la scuola, il cinema e qualche piccolo lavoretto. Ma la sua esistenza apparentemente tranquilla è destinata a rivelarsi ben presto per quello che è: un'illusione. Sua madre è morta, e suo padre ha perso il lavoro da poco, precipitando nel gorgo dell'alcolismo, mentre suo fratello maggiore Albert tenta di mandare avanti la baracca col suo lavoro. Un litigio violento tra Albert ed il padre però fa prendere a quest'ultimo la decisione di partire in cerca di lavoro e fortuna. I due ragazzi rimangono soli, senza più notizie del genitore se non sporadiche lettere nelle quali l'uomo racconta i suoi tentativi sfortunati di trovare un impiego. Per un pò Al riesce a mentenere il fratello, ma alla fine è costretto a chiedergli di lavorare e successivamente, sempre più disperato, si dà a piccole rapine. Quando viene arrestato, Freddie, terrorizzato dalla prospettiva che la polizia possa venire a cercarlo, parte in un vagabondaggio per le strade d'America alla ricerca del padre. Troverà violenza, fame, paura, ma anche solidarietà, ideali, lotte politiche, amicizia, e imparerà le strane leggi degli hobos e quelle forse ancora più strane della vita...

Re in incognito nasce a teatro, un atto unico del 1984 nato a sua volta dalla costola di una pièce di grande successo (On the ropes) di qualche anno prima, ambientata durante la Grande Depressione. Ma il commediografo James Vance, ansioso di trovare nuovi mezzi d'espressione, decide in seguito di adattare a fumetti Re in incognito con la collaborazione di Dan Burr, un illustratore per l'infanzia pressoché sconosciuto al grande pubblico. Il risultato è una delle prime (e più significative) graphic novel della storia, da mettere sullo scaffale buono assieme a Watchmen, Maus, From Hell e poche altre. Vincitore di premi Harvey ed Eisner, il fumetto - originariamente edito in più albi dalla defunta e gloriosa Kitchen Sink Press con l'aggiunta di una postilla pubblicata dal periodico antologico Dark Horse presents - viene qui riproposto in una veste grafica di lusso, con prefazione di Alan Moore. Un'avventura on the road per le strade di un'America ferita quasi a morte dalla crisi economica e sociale, un viaggio tra le miserie e le grandezze umane viste con gli occhi un bambino costretto a dire addio troppo presto alla sua infanzia e ai suoi sogni di normalità. Un vero e proprio capolavoro, che sa unire l'afflato e l'ambientazione dei grandi romanzi di John Steinbeck ad una febbrile angoscia kafkiana, mirabilmente resa dai disegni scarni di Burr. Ineludibile, poche storie. 

 

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